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Impresa impossibile: definire il medico di famiglia
Inserito il 03 dicembre 2004 alle 20:12:24 da admin. Stampa Articolo | Stampa Articolo in pdf
il medico illuminato: O.S.R.A.M
l’interlocutore si corruccia un po’ , non proprio deluso, pero’….
Lo sapevo, ci risiamo.
Tutte queste parole per dire chi sono, la necessita’ di definirmi descrivendo quello che faccio, …
Invece ..dermatologo..
“…ah! dermatologo, le malattie della pelle!…. a proposito da un po’ di tempo c’ho una macchietta qua, aspetta te la faccio vedere…”
Infettivologo.
Zac!
Una parola , lunga, ma sempre una parola.
“…Senti un po’” la voce si fa confidenziale, la testa si protende , uno sguardo furtivo attorno, “…ma com’e’ ’sta storia dell’ aidiesse… ma e’ vero che…”
..Dentista
Toh, beccati questa!
Spiazzato, arretra come spostato da un’improvvisa raffica di vento, e mentre pensa “certo, dentista! con quel macchinone!.. dentista!” ,domanda “… e dove c’hai lo studio?”
E invece no.
Medico di medicina generale
Che e’ pure cacofonico, oltre che lungo e pleonastico (medico di che?di medicina e di che altro?)
Non demorde:“… ma dei grandi o dei bambini?”
“beh io, sono specializzato però esercito … cioè non eserito la specializzazione”
“Medico normale insomma?” prova a concludere ma poi Convinto che non gli ho detto tutto chiede …“.. e dove fai servizio? In ospedale?”..No , non in ospedale, ho il mio studio, sono convenzionato con il serviziosanitarionazionale…, faccio quello che una volta si chiamava medico della mutua.
Prima che me lo dici tu te lo dico io, e menomale che il film di Sordi risale a un po’ di tempo fa..
Accuso un po’ d’affanno, come se mi dovessi giustificare di qualcosa (excusatio non petita..).
Sono un po’ imbarazzato, sto perdendo il credito che mi era stato immediatamente attribuito quando ho detto che ero un medico.
Chissa’ se avra’ letto sui giornali dei pazienti deceduti e ancora in carico, del comparaggio con i laboratori di Longostrevi, della prescrizione di farmaci costosi quando ci sono quelli , i generici, che non costano niente ...
“come la mettiamo dotto’?”
Come la mettiamo che? Quando mi servono le medicine me le devo comprare, che non c’ho mai i campioni! Non c’ho!
“… certo che l’ospedale e’ un casino!!”
Fiuuu…..
Riprendo sicurezza , e, con deontologica (non ricambiata) solidarieta’… azzardo : beh, dipende… ci sono reparti e reparti..
Seguono racconti allucinanti di infarti scambiati per dolori intercostali, sincopi per semplice esaurimento, emorragie subaracnoidee per overdose..diagnosi peraltro effettuate a Roma e con immediatezza…fratture costali : due alla prima lastra, no quattro, no al controllo successivo sono sei, alla fine undici…ingressi con cute integra, dimissioni con escare grosse come una padella…pazienti affastellati in attesa di visita…il personale maleducato…per non parlare degli ascensori….
Ma… veniamo al mio cruccio.
A questo punto mi pare giusto esporlo in maniera piu’ esplicita.
Io non so come mi chiamo.
No, non sono affetto da amnesia, e non parlo di dati anagrafici. Non so come appellarmi dal punto di vista professionale, della professione medica .
Se uno dice “faccio il webmaster” ,il webche?, e’ giusto che spieghi in che consiste il suo lavoro ( a proposito in che consiste?).
Oltretutto e’ una parola straniera per un lavoro nuovo di zecca.
Ma io faccio il medico nel modo piu’ antico e di molto antecedente a quello delle specializzazioni.
Se uno ha un problema di salute che non riesce a gestire da solo viene da me, medico di cure primarie.
“ ah sei primario?”
No, ho detto medico di cure primarie, e poi i primari non esistono piu’, oggi ci sono i dirigenti.
“ cosi’ giovane e gia’ primario?”
no, non primario, medico di cure primarie.. ma vabbe’ lasciamo perdere..
Insomma non so come mi chiamo!
Non trovo la parola, il sostantivo da mettere dopo il soggetto e il predicato quando dico ..io faccio…..io sono…
E neanche mi sta bene come mi chiamano gli altri…i colleghi
Non mi va proprio giu’ quel medico curante seguito da una sfilza di analisi da trascrivere, di farmaci (con la nota!) da vergare sul ricettario rosso…
Ma che curante e curante! Il paziente l’hai ricoverato tu, la diagnosi l’hai fatta tu, i farmaci li hai scelti tu e io sarei il curante? E che curo? Che la grafia sulla ricetta sia ben leggibile ? Che la biffatura non oltrepassi il quadratino? O la cura sara’ di giustificare all’azienda l’ appropriatezza della terapia?La tua?
generico?
vent’anni fa, all’inizio della professione, forse. Ma adesso proprio no, dai!
di comunita’?
e magari scalzo, come i colleghi(?) cinesi della rivoluzione culturale
allora del territorio?
“dotto’ legga un po’ ’ste analisi”
mi assale subito una forte preoccupazione: il ferro altissimo, di globuli rossi nemmeno una traccia…. Malattia strana ma di estrema gravita’… ormai senza saliva provo a chiedere il colore , che aspetto ha? “marroncino chiaro…”
Bisogna ricoverare, ricoverare subito e’ questione di vita o di morte..
“ma che dice dotto’, queste sono le analisi del terreno che c’ho in campagna, sono anni ormai che la frutta stenta!”
..e medico di base?
che importanza: “.. tu sei il medico di base e su questa base edifichero’ la sanita’”
Un po’ troppo biblico..…
Ma poi sotto, dico sotto la base, chi ci sta’?
Stanno tutti sopra, tutti ai vertici?
Ecco perche’ chiunque si sente in diritto di comandarmi : “ dotto’ hai sbagliato un’altra volta, ha detto il farmacista….. no, non me l’accettano ha detto l’impiegato che lei deve mettere cosi’ , strano che non lo sappia....il podologo ha detto … dotto’ mi devi scrivere l’ecografia allo stomaco, e l’antibiotico perche’ c’ho l’impruenza ”
Basta!! Medico di base non mi va bene.
“Corso di aggiornamento per il medico pratico”, si legge sulle nostre riviste..
Il medico pratico, va al sodo, senza tanti fronzoli , senza accademia, pane al pane vino al vino.
“ mi spieghi lei dotto’ come le devo prendere, perche’ lo specialista non me l’ha spiegato….niente , non dice niente… cinquecento mila lire senza fattura..,il professorone… ma non dice niente”
Ma non e’ che medico pratico si confonde con praticone ?
“ gliel’ho dovuto dire io, mi faccia fare una lastra, cosi’ s’e scoperto ….e mi hanno dovuta operare, se era per lui, diceva non e’ niente…e non visita mai! … non c’ha capito proprio niente , non era colite come diceva lei, ma un tumore”
Porca!…
Generalista.
Da un po’ di tempo va di moda.
iatra? No, troppo curativo.
ologo? No, troppo scienziato.
ista ! come una tendenza, un’ inclinazione piu’ che una attribuzione bella netta.
“ …ma tu sei generalista?..”
Beh, si… nella misura in cui … si ..
“ non e’ che fai come il tuo collega che prima era comunista e poi e’ diventato fascista e s’e’ presentato nella lista alle elezioni ? un maoista che ora fa l’avanguardista ! A me poi la politica non e’ mai piaciuta”
Ma guarda, non si tratta di politica, e’ la mia attivita’ di medico…
“mai sentito!”
No , generalista no , piuttosto medico di famiglia, rimpianta figura cosi’ cara alla memoria individuale e collettiva.
Il family practitioner anglosassone (… mostarda me te magno ! ‘ussa via, maccaroni!)
Le famigliole di assistiti ( nonni, pargoli, genitori… e gli amici, assistiti pure loro)…, la conoscenza nel tempo… la malattia nelle dinamiche sociali… il foglio col tuo numero messo li’ , a portata di mano, vicino al telefono, come quello dei parenti lontani…
“ Buongiorno dottore” capoccelle che si muovono in sincrono quando li incontri a passeggio…i consigli per il futuro dei figli….
Beh si,…pero’...
Pero’ se mi revoca uno mi revocano tutti , e poi i l’adolescente con i primi problemi sessuali mi vede come il medico di mamma e papa’, e teme che poi vada a riferire, per non dire di mamma e papa’:“E’ venuto mio marito in ambulatorio?Nooo…? Ma e’ sicuro? Strano eppure mi ha detto che veniva, ‘sto bugiardo. Ha messo scusa, deve essere andato di nuovo da quella p…”
Cioe’ si.. medico di famiglia mi sta bene, ma poi devo spiegare che sono medico di ognuno di loro, individualmente e che comunque sono vincolato alla riservatezza …. “ si d’accordo dotto’, tutte belle parole pero’ se mio figlio, se mio marito …..lei me lo deve dire, me lo deve dire!!! Io lo devo sapere ”.
Medico personale .
Ohh!
Mi piace, suona bene.
“Il medico personale del Papa ha detto” …”il presidente, accompagnato dal suo medico personale, dottor professor…. luminare di fama mondiale”
Eppoi c’e’ il duplice significato di medico proprio di quella persona, di quell’individuo nella sua unicita’ , il medico olistico che si cura della unita‘ somatica, psichica e sociale del paziente, altro che cardiologo!
Ma che dico cardiologo, aritmologo! (che studia il fascio di His e del resto non gliene frega niente)
Sono il medico personale di Attila Zolla , di professione disoccupato, di Asdrubale Pacchi….. e via dicendo..
Ma come faccio a nominarli tutti, che l’elenco della ASL e’ sempre sbagliato.
Sono il medico personale di Carlo Travi…
in effetti non e’ cosi’ pomposo come pensavo …“ ma chi? Quel tossico che hanno arrestato?”
arrestato?
“ma che non li leggi i giornali!”
No! Ma poi veramente non sta piu’ con me, m’ha revocato perche’ non gli volevo scrivere le Roipnol..
Boh! Non so proprio come chiamarmi.
A pensarci bene pero’ ci sono dei momenti.. delle situazioni …
“ Questo e’ il mio medico”... fianco a fianco al capezzale del genitore morente, le confidenze che non si possono fare a nessun altro ( il medico e’ come un prete), uno di fronte all’altro a commentare un referto, chini ad ascoltare il torace del figlio febbricitante , la rassicurazione nelle corsie anonime dell’ospedale..“ci parli lei, a un medico daranno retta”.
E poi il contatto fisico, il ritrarsi dal gelo del fonendoscopio appena estratto dalla borsa, d’inverno, le esplorazioni cosi’ poco gradevoli per chi le subisce e per chi le effettua, l’abbraccio per un lutto…
“La sodomia, dotto’, sono preoccupata, mio figlio ha la sodomia …” La sodomia? E pure mi sembrava cosi’ perbenino “ vede qui c’e’ scritto normale 153 e lui c’ha 156”
Stia tranquilla e’ il sodio, la sodiemia,, che in questo caso non desta alcuna preoccupazione.
Ecco forse non e’ un sostantivo ma un aggettivo , il “mio” medico, a qualificare inequivocabilmente la professione cosi’ come la esercitiamo noi…
medici di scavalco.
L’ho sentito una volta , che significhi non lo so.
Mi evoca lo Zio Prete, un antenato medico e prelato che si recava a cavallo a fare le visite, oppure il fatto che io, suo pronipote, sono regolarmente scavalcato da pazienti e colleghi nelle decisioni che poi sottoscrivo.
Dicevo dell’ aggettivo che mi qualifica quando dico al paziente sono il tuo medico , e lui come tale mi considera, in questo, diverso da tutti gli altri…
Il sostantivo verra’ quando saranno meglio definite le conoscenze, i metodi , i limiti della nostra attivita’ e…
e … medico di fiducia?
Beh! In effetti anche la convenzione recita : “la costituzione e lo svolgimento del rapporto tra medico e assistito sono fondati sul rapporto di fiducia”.
Pero’… fiducia tra chi? Tra il medico e il paziente? o tra il medico e lo stato?
Tradisco il signor Ascanio ( K dello stomaco) a cui prescrivo farmaci antisecretori che, a dar retta alla CUF poi deve pagare, o in alternativa truffo lo Stato?
E che fiducia esprime il signor Rodolfo che entra nello studio scuotendo gia’ la testa come a dire “non ci siamo dotto’, la medicina per lo stomaco m’ha peggiorato il bruciore… il farmaco per l’insonnia mi da’ gli incubi ..e quella medicina per abbassare la pressione, non ne parliamo: mi dovetti ricoverare per crisi ipertensiva!!!”
Beh, in effetti la fiducia e’ una cosa seria (diceva la pubblicita), questa somiglia di piu’ alla saponetta che cade in uno spogliatorio maschile.
E allora medico di libera scelta , meno impegnativo.
Medico di libera scelta : MLS, emmellesse.
“Ma nuoce gravemente alla salute!”
Gravemente? non esageriamo.
“C’e’ gente che se ne fa anche quaranta al giorno!!!”
Ma che dici? Si, la revoca e’ libera e alcuni cambiano spesso, al massimo venti..ma al mese!!!
Ah… ho capito! ma mica parlavo di sigarette! Di medici non di sigarette: MLS medici di libera scelta.
Squilla il telefono .
Chi sara’ ? Mi affretto a rispondere, sottovoce, e’ Domenica mattina! …sto a casa e i miei stanno ancora dormendo
“ sono la signora Sella, cortesemente mi servirebbe con una certa urgenza la richiesta per le analisi che lo specialista ha prescritto a mia figlia, e che con altrettanta urgenza deve assolutamente fare domani mattina. Sa, senno’ dovrei pagare una duecentomilalire Se mi dice quando posso farle venire a prendere, mando mio marito”
Il sangue mi va alla testa, mi controllo per non dare “in incandescenze”…Poi capisco , un lampo m’illumina la mente .
osram!!!
Ora so qual e’ l’unica, inespropriabile mia caratteristica : la ricetta rossa.
O.S.R.A.M: suona moderno, quasi inglese, non si capisce ed e’ pure un acronimo!

Operatore Scientifico della Ricetta per l’Assistenza Mutualistica

Luca Le Foche
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