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Storia di Elena
Inserito il 02 febbraio 2005 alle 11:41:00 da admin. Stampa Articolo | Stampa Articolo in pdf
troppi svenimenti
Una storia durata troppi anni quella di Elena e non ancora finita. A mia parziale discolpa, posso dire che all';epoca (siamo nel 1981) avevo da poco iniziato l'attività di MMG e provenivo da un'esperienza ospedaliera dove, molto spesso, le giovani donne con patologie dai limiti incerti venivano allegramente etichettate come neurodistoniche. Mai accontentarsi della soluzione apparentemente più semplice e, soprattutto, essere sempre disposti a rimettere in discussione quanto già acquisito o, per lo meno, provare a cambiare punto d'osservazione.
Elena, 20 anni, impiegata, non fuma, 4-5 caffè, soggetto piuttosto ansioso che, anche se sempre sorridente e apparentemente decisa è, a differenza della sorella di due anni più giovane, molto insicura. La conosco già da due anni, siamo nel 1981, quando si verifica il primo episodio di improvvisa perdita di coscienza con caduta a terra. Il medico che la vede per primo, sul lavoro, parla di lipotimia da caldo ma, per prudenza, vengono eseguiti alcuni accertamenti dai quali emerge un EEG con modesta e aspecifica ipereccitabilità sotto corticale, valutabile e controllabile secondo criteri clinici. L'anno successivo, lamentando frequente cefalea ripete EEG che, pur migliorato rispetto al precedente, conferma la presenza di note di ipereccitabilità sottocorticale. Il Neurologo consiglia comunque un ansiolitico e polivitaminici. Nell'83 riprendono gli episodi di perdita di coscienza con caduta a terra; l'ECG è nei limiti, l'EEG dà il consueto responso ed il neurologo parla di "Episodi funzionali da disreattività neurovegetativa su base emozionale". Negli anni successivi viene trattata con ansiolitici, carbamazepina e gardenale: gli episodi però si ripetono, anche se a volte dopo lunghi intervalli di benessere. L'EEG continua a rivelare la presenza di "disritmie lente valutabili nel contesto clinico", e anche una TAC encefalo è negativa. La paziente è sempre più ansiosa, inizia a riferire anche turbe dispeptiche. Nel frattempo non lavora più come impiegata ma svolge una saltuaria attività di estetista. Nel 1987 esegue accertamenti per una s. del tunnel carpale della mano dx (i dolori alla mano e al polso sono molto invalidanti, considerato il suo nuovo lavoro). Nel 90, Elena è già sposata da qualche anno, la madre viene operata per una neoplasia del sigma già metastatizzata al fegato e muore nell'agosto del 91. Nel settembre-ottobre dello stesso anno controlliamo EEG (immancabili naturalmente le note disritmiche lente), Ecocardiogramma e ECG-Holter 24 ore che risultano negativi. Nel dicembre del 91 al padre viene diagnosticato un microcitoma polmonare e, alla fine del 92 muore anch'egli dopo un'inutile quanto devastante chemioterapia. In questo periodo di grande tensione non sento più parlare di svenimenti, anche perché c'è un nuovo problema: l' infertilità per cui l'attenzione e l'ansia sono dirottate su ecografie, esami, cicli di terapia per l'induzione dell'ovulazione in un programma di fecondazione assistita che, anche se complesso e ripetuto, non dà comunque esito positivo. Quando nel 93 si ripresentano le sincopi è quindi molto comodo e sbrigativo attribuirle alla situazione di disagio e frustrazione che probabilmente vive la paziente. Anche perché, nel frattempo, la sorella ha avuto una bambina e lei lamenta sempre più spesso disturbi mutuati dai genitori: epigastralgie e turbe dell'alvo (per cui esegue EGD) e tosse secca persistente per cui esegue Rx + stratigrafia del torace e prove spirometriche (tutto negativo). Nell'agosto 94 viene operata per sindrome del tunnel carpale mano dx. Un ennesimo EEG parla di modeste note irritative a prevalente localizzazione occipitale sinistra. Elena viene comunque ricoverata per ulteriori accertamenti e probabilmente sarebbe stata dimessa ancora con la sua "etichetta" se provvidenzialmente non si fosse sentita male ripetutamente e l'Holter applicato in corner non avesse evidenziato la presenza di episodi parossistici di BAV totale. L'impianto di un pacemaker a permanenza ha ovviamente risolto il problema delle sincopi. (Dic. 94)
E' stata poi operata per s.tunnel carpale anche alla mano sinistra ed è stata sottoposta ad intervento al ginocchio sinistro per rottura del menisco mediale e condropatia rotulea. Persistono i problemi addominali: epigastralgie, turbe dell';alvo con scariche diarroiche notturne, dolori in fossa iliaca sinistra. Sono stati eseguiti esami ematochimici, gastroscopia (E.I. negativo anche per Helicobacter!) eco addominali e pelviche e colonscopia che hanno escluso una celiachia o intolleranze-allergie alimentari ed evidenziato la presenza di diverticolosi del colon. Elena fa tuttora la pendolare tra uno specialista e l'altro e non si fida, comunque mai, della risposta di nessuno.
Forse non ha tutti i torti.
Adriana Loglio
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