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Nuova ricetta davvero occorrono tutti questi controlli?
Inserito il 24 febbraio 2005 alle 18:27:00 da admin. Stampa Articolo | Stampa Articolo in pdf
il grande fratello sanitario
SANITÀ: SEMPRE NECESSARI E UTILI TUTTI I CONTROLLI?


Con il D.L. n.326 del 24 novembre 2003, all'art. 50, è previsto il nuovo "sistema di monitoraggio finalizzato a conoscere e governare la spesa pubblica sostenuta per farmaci, prestazioni specialistiche, e a verificare il diritto alle esenzioni". La regia del sistema di controllo è affidata all'Agenzia delle entrate tramite una convenzione con la Ragioneria Generale dello Stato. Uno degli scopi di tutto ciò sarebbe quello di provvedere ad un' accelerazione della liquidazione dei rimborsi ai vari soggetti erogatori dei servizi sanitari.
Il nuovo sistema prevede l'introduzione della nuova tessera sanitaria e della nuova ricetta: questi due strumenti consentirebbero alle strutture sanitarie accreditate di trasmettere con modalità telematica i dati di ciascuna prestazione erogata e della relativa spesa nel rispetto della normativa vigente sulla privacy. La tessera sanitaria che contiene i dati anagrafici dell'assistito ed il codice fiscale, potrà essere utilizzata per l'assistenza sanitaria in tutti i Paesi dell'Unione Europea.
Sarà distribuita a tutti i cittadini tramite spedizione da parte dell'Agenzia delle Entrate all'indirizzo di residenza nei prossimi mesi; la nuova ricetta doveva entrare in vigore il 1 febbraio u.s. ma, ancor prima d'iniziare, vi è stato un rinvio fino al 1 aprile p.v. a causa d'una lunga serie di problemi tecnici e pratici che, complice una certa superficialità, non erano stati presi in considerazione.
A questo punto alcune considerazioni sono doverose. Tutti gli addetti ai lavori sanno bene che, da sempre vengono fatti controlli sulle ricette e sui farmaci prescritti dai medici, in particolare negli ultimi dieci anni, cioè da quando la possibilità prescrittiva dei medici è limitata dalle note CUF (oggi AIFA). Questo fatto è particolarmente ben conosciuto dai medici di famiglia che ricevono ogni mese, insieme alla nota d'accredito dello stipendio, anche il dettaglio delle prescrizioni di farmaci eseguite per i propri assistiti nel precedente trimestre. Se le prescrizioni non sono congrue rispetto alle note il medico è chiamato al rimborso a proprie spese del farmaco prescritto. Lo stesso controllo è possibile anche sulle prescrizioni di esami ed accertamenti clinici, alcuni dei quali, tra l'altro, subiscono un primo controllo già all'atto della prenotazione. Qualcuno in questi giorni si è gia affrettato a dire che con il nuovo sistema di controllo centralizzato non saranno più possibili episodi come quelli, accaduti in tempi diversi, dei rimborsi di farmaci prescritti ad insaputa degli ignari assistiti, o con il sistema delle false fustelle. Io rispondo: episodi marginali, che comunque sono stati scoperti (evidentemente il sistema dei controlli per quanto in ritardo ha funzionato). I medici coinvolti e i farmacisti sono uno sparuto numero di "mele marce" che pagheranno giustamente per la propria disonestà. Oltretutto anche il nuovo sistema centralizzato di controllo non è esente da possibili situazioni delinquenziali (come insegnano i numerosi precedenti di "buchi informatici"). Altro elemento di preoccupazione dei medici è la nuova ricetta a lettura ottica. Ma non si è pensato alla laboriosità della ricetta a domicilio del paziente? (assai spesso anziano che richiede a volte una decina di ricette a visita!). Inoltre (ahimè, anche i medici invecchiano), se qualcuno per evidenti motivi di visus non riuscirà a stare perfettamente negli spazi previsti, che dirà lo stupidissimo (ma precisissimo) lettore ottico? E anche la stampante pur in presenza di un perfetto software per la griglia della ricetta, ha necessità di un minimo di tolleranza legato a numerosi fattori (l'umidità della carta, un lieve slittamento del carrello sul foglio-ricetta) e potrà non consentire la perfezione della stampa: anche in questo caso cosa dirà il lettore ottico? Ma (ammesso e non concesso) che anche dopo un non breve periodo di rodaggio funzioni tutto per il meglio, una cosa è certa: certamente si sarà contribuito ad erodere ulteriormente del prezioso tempo al medico! Quello stesso tempo che potrebbe essere messo più utilmente a disposizione del paziente e della professione. I medici, da un po' di tempo a questa parte sentono forte la percezione che, di fronte ad un inevitabile aumento dei costi per la sanità, si escogitino una serie di sistemi per complicare, controllare, riverificare, trovare altre diavolerie con l'intento inconfessato di peggiorare ulteriormente la già asfissiante e sempre meno tollerabile burocrazia. Quasi che ciò impedisca loro di decidere secondo scienza e coscienza. Non sarebbe invece molto più onesto, da parte di chi ha responsabilità politiche, dire semplicemente che lo Stato è in grado di assicurare un determinato livello di assistenza, oltre il quale non è possibile andare? Oltre tutto il sistema di controllo, così come proposto, ha un costo che certamente non è di poco conto. In una fase economico-sociale come quella che stiamo vivendo di "vacche magre" non si rinnovano ai medici contratti di lavoro, pur scaduti da anni perché, si dice, non ci sono le condizioni economiche. Però si trovano i fondi per un sistema di controlli che già fin d'ora mostra evidenti limiti di principio, poiché una volta verificato che tutto sia corretto e fatto con i sacri crismi della legalità, che i cittadini siano correttamente ed equamente assistiti, che partecipino ognuno secondo le proprie sostanze al pagamento del sistema sanitario o dei ticket, non sposta di una virgola i problemi di fondo di una sanità inevitabilmente destinata ad un aumento di costi. Sì, perché l'aumento dell'aspettativa di vita raggiunto nel nostro paese non può che generare un effetto di trascinamento verso l'aumento dei costi sanitari. Se questo è un risultato invidiabile, una buona parte del merito va attribuita al sistema sanitario nel suo complesso ed in particolare ai medici ed al personale paramedico che vi ha per larga parte contribuito. E qui, una volta tanto non si coglie la necessità di verifiche o controlli: è una realtà che richiede solo occhi per vedere e buon senso per giudicare.


Giuseppe Miserotti - Presidente OMCeO Piacenza

Fonte: newsletter 11-02-05 FNOMCeo
(intervista di Daniele Romano a Giuseppe Miserotti presidente Odm di Piacenza)
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