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La relazione tra incesto, pornografia e uso di Internet
Inserito il 09 ottobre 2005 alle 10:13:00 da admin. Stampa Articolo | Stampa Articolo in pdf
cenni storici
In questa revisione critica verrà analizzato in il fenomeno dell’incesto e della violenza sui bambini e quindi la sua possibile correlazione con l’utilizzo di pornografia. La particolare attualità del fenomeno dell’abuso sessuale sui bambini e il recente sviluppo di iniziative come il COPINE (Combating Paedophile Information Networks in Europe) Project volti a classificare e prevenire questi fenomeni e la diffusione della pornografia infantile nonché le recenti modifiche nelle leggi anche a livello Europeo, stimolano un riferimento all’utilizzo del mezzo telematico con riferimento a questi argomenti. Considerazioni sull’utilizzo dei sistemi peer-to-peer e sull’accessibilità’ della pornografia con riferimento alla pornografia infantile.

R. Benci

Introduzione: cenni storici e culturali

Già quasi 15 anni fa nell’ambito delle pubblicazioni pornografiche un ruolo importante era giocato dalle parafilie. La progressiva specializzazione del settore pornografico nel 1991 in USA arrivava al 24.4% e di questo circa il 50% era costituito dal sado-masochismo mentre oltre il 21% era costituito specificamente dal tema incesto (14). è presumibile che con la diffusione di Internet e la diminuzione dei costi di diffusione, queste cifre si siano ulteriormente modificate e in una certa misura frammentate con ulteriori “specializzazioni” in parafilie più dettagliate.

Dal punto di vista storico e sociologico, è stato notato come le diversità culturali e religiose della società a composizione multietnica, influiscano sulla percezione dell’evento incestuoso, in modo particolarmente evidente nelle società a impronta rigidamente patriarcale (5). A questo si assomma un frequente conflitto culturale che coinvolge la lealtà al partner, alla famiglia estesa e alla comunità etnica in generale. Un lavoro di Alaggia, in particolare, analizza questi conflitti con la prospettiva di un miglioramento dell’assistenza alle vittime da parte dei service providers i cui operatori condividevano la stessa percezione di inadeguatezza nell’adattare il servizio alle diverse esigenze culturali (5). Le conclusioni sono le stesse in altri studi tra cui quello di Tsun condotto a Hong Kong (18): anche in questo caso di incesto fratello-sorella la famiglia patriarcale, il forte senso di vergogna e la corrispondente necessità di mantenere il segreto sono causa di forte disagio e difficoltà nel cercare aiuto.

Il comportamento sessuale considerato “deviante”, d’altra parte, è soggetto a diverse valutazioni culturali in funzione del periodo storico e della struttura della società. E’ sufficiente pensare a come la prostituzione in alcune antiche culture fosse considerata una professione del tutto rispettabile e a volte a carattere sacrale. Se una certa devianza sessuale è generalmente tollerata come mezzo di sollievo dallo stress, negli ultimi anni si sono verificate delle vere e proprie pressioni culturali per la “normalizzazione” di quella che era stata considerata una devianza(19). La progressiva accettazione dell’omosessualità nelle culture occidentali ne è un esempio. C’e’ addirittura chi, come Singh, sostiene che in USA si stiano progressivamente formando delle lobbies per arrivare alla percezione dell’incesto stesso come fenomeno in parte socialmente accettabile (19). In sintesi, sembrerebbe corretto affermare che il “regolare” comportamento sessuale non è assoluto, ma è determinato da quello che la società in cui si vive considera correntemente accettabile. Ne consegue inoltre che gli operatori del settore educativo devono essere a conoscenza di questo fenomeno per poter meglio programmare e adattare i loro interventi (25).
 
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