FORAME OVALE PERVIO: PUBBLICATI I RISULATI DEL CLOSURE
Inserito il 12/05/12 da admin. IT - neurologia
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La chiusura transcatetere del forame ovale pervio in pazienti con TIA o ictus criptogenetici non ha ridotto le recidive a distanza di due anni rispetto alla terapia medica, ma forse il follow up è stato troppo breve per evidenziare differenze significative.



Una percentale non irrilevante di ictus o TIA (circa 1 paziente su 5) non sembra riconoscere apparentemente alcuna causa. Si parla allora di forme criptogenetiche.

In questi casi potrebbe giocare un ruolo un' embolizzazione a partenza da placche aterosclerotiche aortiche oppure emboli formatisi nel circolo venoso che passano, attraverso un forame ovale pervio (FO), nelle sezioni cardiache sinistre.

Ci sono studi e metanalisi che suggeriscono come il FO pervio sia un reperto frequente nei pazienti con ictus criptogenetico, mentre altri negano che si tratti di un fattore di rischio indipendente per ictus.

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