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Impatto del deficit dell’olfatto sulla qualità della vita
Inserito il 27 maggio 2001 da admin. - scienze_varie - segnala a: facebook  Stampa la Pillola  Stampa la Pillola in pdf  Informa un amico  



Volendo valutare se e quanto la perdita dell’olfatto interferisce con la qualità della vita e il livello di disabilità, gli autori hanno fatto uno studio retrospettivo utilizzando i dati provenienti da questionari e revisionando i database clinici di due cliniche universitarie per il gusto e l’olfatto. Tra il 1984 e il 1998 sono stati testati per disturbi del gusto e dell’olfatto complessivamente 1407 pazienti. A 1093 tra questi, che avevano valori anormali dei tests, è stato inviato per posta un questionario; 420, pari al 38.4%, hanno risposto completando il questionario. I pazienti sono stati suddivisi in due gruppi, sulla base della capacità olfattiva autovalutata come “diminuita” (ossia coloro che riferivano una persistenza del deficit dell’olfatto) o come “migliorata” (cioè quelli che nel questionario riferivano assenza di problemi olfattivi). Sono state confrontate le risposte a domande riguardanti la capacità di effettuare comuni attività della vita quotidiana e la qualità della vita. Nel gruppo “capacità olfattiva diminuita” il numero medio (± DS) di attività della vita quotidiana colpite dal deficit olfattivo era di 4.70 (± 3.56), mentre era 0.61 (± 1.58) nel gruppo “capacità olfattiva migliorata”. Tra le specifiche attività, i deficit più comunemente riferiti riguardavano la capacità di individuare i cibi guasti (gruppo “capacità olfattiva diminuita” versus gruppo “capacità olfattiva migliorata” = 75% vs 12%; P < 0.001), le perdite di gas (61% vs 8%, P < 0.001), il fumo (50% vs 1%, P < 0.001), mangiare (53% vs 12%, P < 0.001), cucinare (49% vs 12%, P < 0.001). Le differenze nella qualità di vita sono state riferite principalmente nelle aree della sicurezza e del mangiare. L’87% del gruppo “capacità olfattiva migliorata” riferivano di essere generalmente soddisfatti, contro solo il 50% del gruppo “capacità olfattiva diminuita”.
Conclusioni. I pazienti che, dopo una perdita dell’olfatto documentata in precedenza, riferiscono una persistenza del deficit olfattivo, mostrano un livello di disabilità maggiore e una minore qualità di vita rispetto a coloro che si ritengono guariti.
Archives of Otolaryngology – Head and Neck Surgery, maggio 2001


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