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Quali sono le dosi ottimali di tiroxina nell'ipotiroidismo?
Inserito il 01 dicembre 2006 da admin. - clinical_queries - segnala a: facebook  Stampa la Pillola  Stampa la Pillola in pdf  Informa un amico  

Nel trattare l'ipotiroidismo bisogna arrivare a sopprimere completamente il TSH o ci si può accontentare di mantenerlo entro il range di normalità?


Per definire la questione alcuni ricercatori australiani hanno effettuato uno studio clinico randomizzato e controllato in doppio cieco cross-over arruolando 56 pazienti con ipotiroidimso primario. Al momento del reclutamento tutti i pazienti stavano assumendo la stessa dose fissa di tiroxina ed avevano un TSH compreso tra 0,1 e 4,8 mU/L.
Ogni paziente ha ricevuto, in maniera randomizzata, tre dosi diverse di tiroxina per un periodo di 8 settimane per ogni dosaggio.
Il dosaggio della tiroxina era tale da far raggiungere al paziente i seguenti valori di TSH:
- dosi basse: TSH tra 2,0 e 4,8 mU/L
- dosi medie: TSH tra 0,3 e 1,99 mU/L
- dosi elevate: TSH < 0,3 mU/L
Alla fine delle 8 settimane di ogni periodo di trattamento sono stati valutati la funzione cognitiva, la qualità di vita, i sintomi tiroidei. Nessuno di questi parametri differiva in maniera statisticamente significativa tra le tre modalità di approccio, sia analizzando i dati in base alla dose sia in base ai valori di TSH raggiunto.


Fonte:
Walsh JP et al. Small changes in thyroxine dosage do not produce measurable changes in hypothyroid symptoms, well-being, or quality of life: Results of a double-blind, randomized clinical trial. J Clin Endocrinol Metab 2006 Jul; 91:2624-30.


Commento di Renato Rossi

Si ritiene comunemente che quando si tratta un paziente con ipotiroidismo la terapia debba essere guidata dal dosaggio del TSH (v.n. 0,5-5,0 mU/L) e che in questi casi sia preferibile tenere il TSH basso, a ridosso o appena sotto i valori minimi.
Ma esistono evidenze che suffraghino questo comportamento? In realtà l'esperienza clinica è che piccoli aggiustamenti di dosaggio comportino solo dei cambiamenti su un end-point surrogato, come sono i valori di TSH, ma che questo abbia un modesto (se non nullo) impatto clinico. Questo studio (ancorchè su un numero limitato di pazienti) suggerisce che effettivamente sia ininfluente dal punto di vista clinico se il TSH viene mantenuto entro il range di normalità oppure sia totalmente soppresso. Insomma, anche se abbiamo dei dati solo a breve termine, probabilmente possiamo accontentarci di somministrare la dose di tiroxina efficace a mantenere il TSH entro i valori definiti normali.

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