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Farmaci per l'obesità: servono dati a lungo termine
Inserito il 26 giugno 2007 da admin. - metabolismo - segnala a: facebook  Stampa la Pillola  Stampa la Pillola in pdf  Informa un amico  

I farmaci per l'obesità producono a breve una riduzione media di circa 3-5 kg di peso ma non ci sono ancora dati su esiti clinici importanti a lungo termine.


Sostanzialmente esistono tre farmaci usati per combattere l'obesità: orlistat e sibutramina sono approvati per un uso a lungo termine mentre rimonabant è per il momento al vaglio della FDA.
In una messa a punto sull'argomento pubblicata dal Lancet gli autori osservano che l'orlistat produce in media una perdita di peso di circa 3 kg mentre con sibutramina e rimonabant si può arrivare a circa 4 o 5 Kg. Tuttavia nessuno di questi farmaci è scevro da importanti effetti collaterali: l'orlistat spesso viene sospeso a causa di effetti gastrointestinali, la sibutramina può provocare tachicardia e ipertensione mentre con il rimonabant si possono osservare disturbi dell'umore e depressione. Tuttavia va notato che non sappiamo bene cosa succeda con un uso prolungato di questi farmaci: mancano dati sulla morbidità e sulla mortalità long term.
Gli autori auspicano che gli studi futuri sui farmaci anti-obesità siano diretti a determinare l'impatto oltre che su end-point surrogati (la perdita di peso) anche su esiti clinici importati come la morbidità e la mortalità.

Fonte:
Padwal RS et al. Drug treatments for obesity: orlistat, sibutramine, and rimonabant
Lancet 2007 Jan 6;369:71-77.


Commento di Renato Rossi

L'obesità è stata definita una vera e propria epidemia che sta colpendo il mondo occidentale, complice l'aumento delle calorie introdotte e la sedentarietà, e numerose sono le patologie ad essa associate, dal diabete alle cardiopatie, con tutte le loro complicanze e sequele. I farmaci a disposizione producono mediamente un calo di peso a breve termine (tra l'altro non eclatante) a prezzo di possibili effetti collaterali. Inoltre è esperienza comune che, appena smessa la terapia, molti pazienti ritornano al peso iniziale. D'altra parte non ci sono studi che, al momento, abbiano documentato l'efficacia dei farmaci sulle complicanze a lungo termine dell'obesità.
Non esiste quindi una "pillola magica" contro questa patologia da eccessivo benessere, anche se per molti "prendi una pasticca e non pensarci più" sarebbe una comoda scorciatoia.
Invece la via maestra da seguire rimane quella di un corretto stile di vita (dieta, attività fisica) insieme con quella di una adeguata prevenzione ed educazione alimentare che deve cominciare già nei primi anni di vita. In questo contesto i farmaci possono avere un ruolo per aiutare a perdere peso, ma l'intervento farmacologico non può essere disgiunto da tutte quelle azioni atte a migliorare lo stile di vita.

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