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ERA 2008 pubblicato l'atlante sanitario italiano per l'anno 2008
Inserito il 19 novembre 2008 da admin. - scienze_varie - segnala a: facebook  Stampa la Pillola  Stampa la Pillola in pdf  Informa un amico  

Pubblicato ERA 2008, l'atlante sanitario analitico per ASL delle schede di dimissione ospedaliera.

Con oltre 53 milioni di giornate di degenza ordinaria e circa 10 milioni e mezzo di accessi in day-hospital, gli italiani trascorrono in ospedale un giorno all’anno.
E’ questo il dato di partenza che emerge da "ERA Atlante 2008 - Schede di Dimissione Ospedaliera per genere ed USL" (Atlante) il volume presentato all’ISS nel corso di un Convegno e che scaturisce da ERA (Epidemiologia e Ricerca Applicata), un progetto di collaborazione tra Università di Tor Vergata, ISTAT, ISS (Ufficio di Statistica) Ministero della Salute, Nebo Ricerche e finanziato dall’ISS.

A partire da questi dati, ERA 2008 ha rilevato che sono 15,3 milioni, fra uomini e donne, le persone a maggior rischio di passare un giorno in ospedale e 18,4 milioni quelle a minor rischio. Dei 15,3 milioni a rischio più elevato, 15 risiedono al Centro-Sud mentre tutti i 18,4 milioni a minor rischio sono riferiti ad Usl del Centro-Nord.

Era 2008 traccia le mappe generali del rischio di passare un giorno in ospedale per ciascuna delle 166 micro-aree sanitarie in cui viene suddivisa l’Italia, disegnando un inedito panorama dell’assistenza ospedaliera che consente di comprendere su basi scientificamente fondate dove sono più accentuate le criticità e dove le situazioni positive.

Dall’Atlante per Usl ERA 2008 emerge una Italia praticamente spaccata in due: un centro nord dove dell’ospedale, in termini standardizzati pro-capite, si fa un uso diffusamente meno intenso, ed un centro sud, dal Lazio (esclusa Viterbo) in giù, dove invece il ricorso è maggiore.

Questa prima generale evidenza viene dettagliata in 10 gruppi di diagnosi, appositamente elaborati da ERA e messa a punto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, dall’OECD e dall’EUROSTAT.

Ciò ha consentito di evidenziare due grandi tipologie di mappe di diagnosi di ricovero: quelle che denotano una minore variabilità e vedono un maggiore addensamento intorno ai valori della media nazionale (quali tumori, malattie circolatorie ed altre) e quelle caratterizzate da una elevata polarizzazione nord-sud (come complicanze di parto e puerperio, malattie apparato digerente ed altre).



L’atlante dei ricoveri: patologie, genere, età e distribuzione geografica

Alcune importanti patologie

Tumori

Rispetto alla mappa riferita a tutte le diagnosi di dimissione, è maggiormente diffusa l’area con medio rischio di ospedalizzazione, che raccoglie complessivamente 31.3 milioni di abitanti); quest’area si estende in ampie porzioni della pianura padana e dell’Emilia Romagna - a nord - di Campania, Puglia e Basilicata, Calabria e anche , per il genere femminile della Sicilia - al Sud.
Anche le zone a rischio di ricovero ospedaliero basso e medio basso non sono particolarmente polarizzate in senso nord-sud: per il genere maschile si rintracciano aree con situazioni favorevoli in Sicilia ed i parti della Calabria, in Umbria e nelle Marche - queste ultime confermate anche per il genere femminile. Infine le aree ad alto rischio di ospedalizzazione sono meno estese rispetto alla mappa generale.

Malattie del sistema circolatorio

Questa importante patologia vede un’ampia fascia di rischio medio di ospedalizzazione che, sia pure a macchia di leopardo, si estende un po’ lungo tutte le aree del Paese per entrambi i generi.
Ampie zone nelle condizioni più favorevoli si rintracciano per entrambi i generi sia al nord (Piemonte) che al centro (alcune USL di Umbria) che al sud (alcune USL di Campania, Basilicata e Sardegna); le aree con condizioni più sfavorevoli sono concentrate al centro sud ma ve ne sono anche al centro nord.

Malattie dell’apparato digerente

Emerge un’Italia tagliata praticamente in due: tutte le aree a basso rischio di ospedalizzazione sono indistintamente nel centro-nord per entrambi i generi; ancora al centro-nord si collocano tutte le aree a richio medio-bassso - con l’eccezione di una porzione della Basilicata; all’estremo opposto tutte le aree ad alto rischio di ospedalizzazione si concentrano indistintamente al centro-sud per entrambi i generi.

Il genere

Nella media nazionale vi è una minor numero di dimissioni ospedalieri tra gli uomini che tra le donne; per i ricoveri ordinari ogni 100 dimissioni femminili ve ne sono 96,3 maschili; questo cosiddetto tasso di mascolinità scende al di sotto del 92,5% solo nel Lazio e raggiunge valori prossimi al 100% - quindi sostanziale parità tra uomini e donne - in tre regioni: Lombardia, Marche e Basilicata.
Nel caso di day-hospital l’incidenza dei casi di dimissione riguardante pazienti di genere maschile è significativamente più bassa, con una media nazionale dell’84.2%, e presenta una più alta variabilità regionale, con un minimo del 75% circa in Trentino e Alto Adige e un massimo di quasi il 100% in Valdaosta.

Il tempo trascorso in ospedale

La metà del tempo trascorso in ospedale da parte degli uomini è concentrato i due fasce d’età: 45-64 (25.1%) e 65-74 (24.5%). Le giornate relative a dimissioni di pazienti di età inferiore ai 45 anni rappresentano meno di un quarto della casistica (23,4%) mentre il restante 27% riguarda una popolazione maschile molto anziana (75 anni ed oltre).
Nelle donne, invece, è da rilevare che circa un quinto (20,8%) delle giornate di degenza si osservano tra le donne in età fertile (15-44 anni); oltre i 45 anni la distribuzione per età delle giornate di ricovero tra le donne si discosta sensibilmente da quella maschile, culminando con un 10% del tempo speso in ospedale da parte delle donne di età molto anziana (85 anni e più).

Diagnosi per genere ed età

È da notare la sensibile differenza tra le distribuzioni per genere nel caso delle malattie del sistema circolatorio: considerando il tempo trascorso in ospedale con diagnosi di malattie circolatorie, al di sotto dei 75 anni si osserva una prevalenza del genere maschile, che si ribalta con una prevalenza femminile tra le persone anziane (75-74 anni) e molto anziane (85 anni ed oltre).
Nel caso dei traumatismi ed avvelenamenti, contribuiscono maggiormente i maschi giovani-adulti (15-44 anni) e successivamente le donne tra i 75 e gli 84 anni).

La geografia

Considerando il complesso dei ricoveri, le regioni i cui abitanti hanno un rischio minore di essere ricoverati per un giorno in ospedale sono tutte collocate al nord e al centro, tranne la Basilicata, mentre le regioni i cui abitanti hanno un rischio maggiore sono tutte collocate a Sud, tranne la Valdaosta per gli uomini e la provincia autonoma di Bolzano per entrambi i generi.

Passando alla articolazione per USL, le popolazioni della USL di Foligno in Umbria e di Bassa Friulana in Friuli VG rispettivamente per uomini e donne mostrano il rischio relativo di passare un giorno in ospedale più modesto in tutto il Paese.
Tutte le USL che presentano i 10 rischi di ricovero più basso, sia tra gli uomini che tra le donne sono nel Centro-Nord.
Le popolazioni della USL di Lanusei in Sardegna presentano viceversa il rischio più elevato in entrambi i generi.
Tutte le USL che presentano i 10 rischi più elevati si trovano nel Sud-Isole tranne Roma considerata come area metropolitana che potrebbe anche scontare la grandissima offerta ospedaliera presente nella capitale, che presenta anche poli di attrazione regionale e nazionale.

Fonte: http://www.atlantesanitario.it

Scarica il documento integrale: http://www.pillole.org/public/aspnuke/downloads.asp?id=309

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