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Polipi della colecisti: che fare?
Inserito il 10 febbraio 2013 da admin. - gastroenterologia - segnala a: facebook  Stampa la Pillola  Stampa la Pillola in pdf  Informa un amico  

Secondo uno studio il rischio di degenerazione neoplastica dei polipi della colecisti è basso e limitato a quelli di dimensioni maggiori e/o con tendenza accrescitiva.

Con la disponibilità sempre più ampia dell'ecografia è abbastanza frequente il riscontro di formazioni polipoidi della colecisti.
In molti casi i polipi della colecisti sono associati a modesti disturbi dispeptici, altre volte sono asintomnatici e costituiscono un reperto occasionale.
Non è ancora ben chiaro quale dovrebbe essere il comportamento da seguire: solo follow up oppure intervento di colecistectomia laparoscopica preventiva nel timore di una degenerazione neoplastica dei polipi?

Uno studio su 986 pazienti seguiti dal 2000 al 2011 ha evidenziato che solo nel 6,6% dei casi i polipi avevano una tendenza accrescitiva: questi polipi avevano dimensioni maggiori rispetto a quelli che non tendevano a crescere (in media 7 mm contro 5 mm).
All'intervento chirurgico è stato sottoposto il 13,5% del campione e una degenerazione maligna era presente solo nel 3,7% dei casi.

Quali sono le conclusioni per il medico pratico?
La prima e più importante è che la degenerazione dei polipi della colecisti è un evento abbastanza raro che riguarda soprattutto polipi di dimensioni superiori ai 10 mm e/o quelli che hanno una tendenza accrescitiva nel corso del tempo. Pertanto è ragionevole, in questi casi, ricorrere all'intervento chirurgico preventivo.
Al contrario i polipi di dimensioni inferiori ai 5 mm non hanno, generalmente, tendenza alla evoluzione maligna e potrebbero essere trascurati o comunque sottoposti a controlli poco frequenti; quelli di dimensioni intermedie potrebbero essere sottoposti a follow up periodico più intensivo, per esempio ogni 18-24 mesi.

Se questo però è il messaggio che si ricava dallo studio, nella pratica clinica vi sono altre considerazioni che potrebbero far propendere per l'intervento chirurgico.
Anzitutto l'ansia e lo stress psicologico di sapere di doversi sottoporre a lunghissimo follow up periodico potrebbe portare il paziente a optare per un intervento chirugico risolutivo e poco invasivo grazie alla possibilità di eseguire la colecistectomia per via laparoscopica.
Anche la difficoltà di aderenza al follow up potrebbe essere un argomento a favore della chirurgia.
In altri casi l'intervento potrebbe essere preferito perchè vi sono disturbi dispeptici che, a torto o a ragione, vengono imputati al polipo.
Infine non va dimenticata la medicina difensiva che potrebbe orientare il medico a consigliare l'intervento in quanto la certezza di benignità si può avere solo con l'esame istologico.


Renato Rossi


Bibliografia


Cairns V et al. Risk and Cost-effectiveness of Surveillance Followed by Cholecystectomy for Gallbladder Polyps. Arch Surg. Pubblicato anticipatamente online il 20 agosto 2012.




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