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LA DIAGNOSI DIFFERENZIALE DEL PAZIENTE
Inserito il 30 luglio 1998 da admin. - professione - segnala a: facebook  Stampa la Pillola  Stampa la Pillola in pdf  Informa un amico  



L'accordo tra medico e paziente sulla natura dei disturbi del paziente è un obiettivo importante delle consultazioni in Medicina Generale. Gli autori hanno valutato la diagnosi differenziale fatta dal paziente e dal medico per il sintomo tosse. Settanta pazienti adulti di una practice inglese sono stati intervistati prima di vedere il medico e sollecitati a proporre un modello esplicativo della loro affezione; i pazienti potevano esprimere più ipotesi sull'eziologia della loro tosse e veniva loro chiesto su cosa si basavano le loro diagnosi differenziali. Dopo ogni visita è stato intervistato il medico curante, per avere il suo elenco di diagnosi differenziali. Sono stati valutati: 1) il numero medio di diagnosi generate indipendentemente dal paziente e dal medico e 2) il numero medio di diagnosi comuni a entrambi. Gli autori hanno anche calcolato la percentuale complessiva delle diagnosi dei pazienti che questi hanno discusso direttamente e indirettamente con il loro medico durante la visita e, inoltre, hanno valutato la soddisfazione del paziente e del medico per la visita eseguita.
RISULTATI: I pazienti hanno espresso una media di 6,5 possibilità diagnostiche, mentre i medici hanno preso in considerazione una media di 6,7 possibilità. In media medico e paziente hanno avuto solo 2,8 possibilità in comune. I pazienti generalmente pensavano di avere un'affezione comune, relativamente leggera, come il raffreddore, la bronchite, la polmonite, la sinusite. Circa il 25% dei pazienti ha espresso alcune interessanti e imprevedibili possibilità quali psittacosi, febbre reumatica, morbo del legionario e polmonite da pneumocisti. La maggior parte delle loro idee proveniva da esperienze personali, o di familiari, o di amici. Nessuno dei pazienti ha espresso diagnosi derivate dai media. Solo il 39% delle ipotesi diagnostiche dei pazienti sono state discusse direttamente durante la visita medica, sebbene ne siano state menzionate indirettamente il 54%. Pazienti e medici hanno ritenuto la maggior parte delle visite soddisfacenti. Tuttavia in diverse occasioni è sembrato che ci fossero incomprensioni e una certa insoddisfazione, quando alcune delle diagnosi differenziali dei pazienti rimanevano inesplorate.
RACCOMANDAZIONI PER LA PRATICA CLINICA: in questo caso limitato i pazienti hanno prospettato quasi altrettante possibili spiegazioni per la loro tosse rispetto ai medici. Tuttavia, meno della metà delle diagnosi erano comuni sia ai pazienti che ai medici. I pazienti possono prendere in considerazione alcune eziologie preoccupanti, e queste possibilità non sempre sono considerate dai loro medici. Semplici domande quali “quale pensate che sia la causa dei vostri sintomi ?” oppure “c'è qualcosa di cui siete particolarmente preoccupati riguardo questi sintomi ?” possono aiutarci a far venir fuori questi pensieri, alleviare le loro preoccupazioni, e aumentare la soddisfazione dei pazienti.


Fonte: The Journal of Family Practice, 1998; 46: 153-158

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