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QUALE PISTOLA PER L'ISPETTORE CALLAGHAN?
Inserito il 30 novembre 1998 da admin. - medicina_legale - segnala a: facebook  Stampa la Pillola  Stampa la Pillola in pdf  Informa un amico  

PROBLEMI DI BALISTICA TERMINALE

Dato che anche i Medici leggono romanzi gialli e vedono film polizieschi può destare qualche interesse questo articolo scritto da un esperto francese di “Balistica terminale”. L'autore vanta una notevole esperienza fin dal 1955 in occasione degli inizi della guerra d'Algeria. Con dispiacere deve ammettere però di non aver potuto osservare direttamente gli effetti ad esempio delle 7,65 mm “Parabellum” e solo raramente delle 7,62 mm “Kalashnikov”!!!
Rassegna di calibri e munizionamento:
Pistole calibro 22 (5,6 mm): ne esistono due tipi:
Ÿ munizioni subsoniche per “silenziatori” a punta cava con scarsissima capacità di penetrazione e molta difficoltà a causare una ferita mortale.
Aneddoto: un giorno a Tolone un barista sparò a bruciapelo con una di queste armi nell'orecchio di un conducente di una vettura in sosta che aveva creduto di riconoscere per un ricattatore. Il proiettile arrivò nel condotto uditivo dell'uomo fermandovisi senza però procedere oltre. Il ferito riportò solo la perdita dell'acuità uditiva mentre il feritore fu condannato a 8 anni di carcere.
Ÿ munizione a media, alta e ipervelocità. Queste munizioni possono essere estremamente pericolose quando colpiscono un organo vitale ma poco efficaci nelle altre occasioni .
Aneddoto: un uomo che voleva uccidere il suocero lo attese con una carabina automatica calibro 22 “Long Rifle” e gli sparò in faccia un primo colpo a distanza di due metri. Il proiettile attraversò il labbro superiore e si disintegrò all'impatto facendo esplodere un dente della vittima la quale si girò e tentò di fuggire. Il genero nel frattempo gli sparò ancora 5 colpi al torace facendolo cadere solo con la settima cartuccia la quale gli perforò il cuore.

Calibro 6,35 “Browning”: questo calibro può uccidere istantaneamente se il proiettile raggiunge un organo vitale; al contrario può produrre scarsi effetti vulneranti.
Aneddoto: il proprietario di un bar, vittima di ricattatori, ne uccise uno con un solo colpo sparato da una vecchia pistola dal primo piano di un edificio a una distanza di otto metri.

Calibro 7,62 mm e 7,62 mm “Mauser”.
Aneddoto: un trafficante di cocaina, armato di una “Tocareff TT33” con cartuccia a palla blindata ferì due persone all'ufficio di un “Night Club”, di cui uno mortalmente con tre colpi al petto. I proiettili dopo aver attraversato il torace senza alcuna difficoltà si deformarono contro un muro.

Il 7,65 mm “Browning”, è un calibro mal considerato negli Stati Uniti in quanto pur essendo stabile, preciso e molto penetrante possiede in effetti un debole potere d'arresto.
Aneddoto: un sardo vittima di un'imboscata fu colpito una prima volta dietro la nuca obliquamente con un proiettile che rimbalzava sull'osso occipitale scavando un solco insanguinato nella capigliatura provocandone la perdita di conoscenza. Il secondo colpo, sparato a bruciapelo nei pressi della tempia, dopo aver penetrato la scatola cranica si infisse in una anfrattuosità del cranio. La vittima se la cavò con forti mal di testa ed episodi di perdita di memoria. L'aggressore fu condannato a nove anni di reclusione.
Statisticamente tali proiettili neutralizzano un avversario una volta su due al primo colpo mentre arrivano al 75% al secondo colpo.

Calibro 9 mm corto, poco usato in Francia tranne che nella Corsica. Il potere di penetrazione è piuttosto scarso e con potere vulnerante simile a quello del 7,65 mm. In effetti viene calcolato un 50% di neutralizzazione al primo colpo se sparato nella zona del torace.

9 mm “Parabellum” arma da ordinanza della Gendarmeria Nazionale dotata di elevatissima capacità di penetrazione (8 assi di abete di 25 mm contro le 5 assi per il 7,65 mm e le 3 assi per il 9 mm corto blindato) ciò nondimeno può far registrare pietosi fallimenti.
Aneddoto: un soggetto si sparò un colpo sotto il mento usando uno di questi proiettili, si procurò la perforazione verticale della sua dentiera con fuoriuscita del proiettile della parte superiore della fronte. Senza perdere conoscenza l'uomo si alzò dalla sedia, prese un'altra cartuccia dalla scatola aperta e si sparò un altro colpo con direzione trasversale alla tempia destra, questa volta con successo.
Statisticamente si calcola 2/3 di neutralizzazione al primo impatto sui colpi al torace; in caso di palle espansive sembra che si possa arrivare all'89% di arresto al primo colpo.

“38 Special” (9 mm) si dividono 1) proiettile a bassa pressione con una frequenza di neutralizzazione al primo colpo intorno al 50% e 2) proiettile ad alta pressione con una neutralizzazione dell'avversario al primo colpo in una percentuale compresa tra la metà e i 2/3 dei casi.

Il “357 Magnum” (9 mm) è, secondo l'autore la cartuccia più pericolosa tra le manutenzioni ad armi corte con qualsiasi tipo di proiettile. La penetrazione varia da 4 a 12 tavole d'abete di 25 mm. Malgrado questa enorme potenza non sempre presenta un adeguato potere di arresto.
Aneddoto: una volta un ricattatore di Tolone prese di mira il locale sbagliato: il proprietario lo invitò a sedersi a prendere il caffè mentre poco dopo un cameriere, passando dietro di lui per porgergli la tazzina, gli sparava nella schiena tra le costole a mezzo metro di distanza con una “357 Magnum”. Il proiettile gli perforò il ventricolo sinistro del cuore e uscì dal petto. L'uomo sebbene colpito, si alzò di scatto, rovesciò il tavolo e prese il gestore del locale per il collo. Il cameriere, terrorizzato, mancò altri due colpi poi lo colpì al bacino facendolo cadere in terra dove poi fu finito senza pietà.
In un'altra occasione un rapinatore sparò ad un gioielliere due colpi al ventre con una Smith & Wesson “357 Magnum” procurandogli due orribili ferite ma senza ucciderlo. La vittima sopravvisse.

“44 Magnum” (11 mm) munizione temibile anche se meno di quello che si potrebbe pensare.
L'Autore racconta infatti episodi di persone che pur colpiti da una “44 Magnum” mantenevano la forza di reagire all'aggressione.

“45 ACP” (11,43 mm), penetrazione di 4,5 tavole di legno di abete dello spessore di 25 mm. L'autore non la considera certamente la migliore arma.
Aneddoto: un gioielliere aggredito da un uomo armato di “Colt 45”, lo inseguì disarmato. Il bandito fuggendo sparò parecchi colpi contro gli inseguitori colpendo tre volte lo sfortunato commerciante che prima di cadere a terra si lamentò con l'amico pensando di essere stato colpito da un arma a pallini.
Statisticamente la cartuccia 45 mm neutralizza un avversario due volte su tre al primo colpo, se sparato al torace.
Aneddoto: un uomo molto alto ferito una prima volta al petto sotto la mammella si girò e fuggì correndo col proiettile in corpo. Fu poi colpito una seconda volta alla natica destra da un proiettile che fuoriuscì dal fianco. L'uomo riuscì ancora a scappare rifugiandosi in un capannone correndo ancora per cento metri schivando tre colpi esplosi successivamente.
Questi casi sembrano dimostrare che se il colpo non è ben messo a segno, le palle espansive dei più grossi calibri a bassa velocità non hanno maggiore effetto di quelle blindate e nel caso contrario ambedue sembrano ugualmente mortali.

In conclusione vengono sfatate molte leggende in tema di balistica terminale: mentre 40 anni fa negli Stati Uniti si pronosticavano appena 5 secondi di sopravvivenza a un ferito con il cuore trafitto con un calibro 45 oggi se ne pronostica quasi un minuto. Inoltre nessun esperto crede più ancora in buona fede al mito dell'arma individuale di efficacia assoluta perché per ogni calibro conosciuto ci sono numerosi esempi di clamorosi fallimenti.
Commento personale: l'Ispettore Callaghan farà bene a comprarsi un mitra. (D.Z.)

Fonte: R. Caranta, Jura Medica, n.1 1998

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