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Angioplastica coronarica: non meglio della terapia medica nella coronaropatia non acuta
Inserito il 06 dicembre 2015 da admin. - cardiovascolare - segnala a: facebook  Stampa la Pillola  Stampa la Pillola in pdf  Informa un amico  

Il follow up prolungato dello studio COURAGE dimostra che la terapia medica ottimale, nella coronaropatia cronica stabile, ottiene gli stessi risultati sulla sopravvivenza dell'angioplastica percutanea.


Lo studio randomizzato e controllato denominato COURAGE aveva dmostrato che la terapia medica ottimale appare essere efficace come l'angioplastica percutanea (PCI) nella coronaropatia stabile [1,2,3].

In seguito una corposa metanalisi "in rete" aveva confermato i risultati del trial [4].

Lo studio COURAGE aveva avuto un follow up medio di poco più di quattro anni e mezzo.
Arrivano ora i dati di un periodo di monitoraggio più prolungato. Si tratta dell'analisi della sopravvivenza di 1211 pazienti (pari al 53% dei soggetti inizialmente arruolati nel trial). Infatti solo di questi pazienti è stato possibile avere informazioni sul follow up prolungato.

Il follow up in media, per questi soggetti, è stato di 6,2 anni, ma per molti di essi era in media di quasi 12 anni arrivando per alcuni fino a 15 anni.

Si è così potuto evidenziare che anche ad un follow up prolungato non c'era differenza tra il gruppo sottoposto ad angioplastica coronarica e il gruppo trattato con terapia medica ottimale per quanto riguarda la sopravvivenza.
Infatti la mortalità totale era del 25% nel gruppo PCI e del 24% nel gruppo terapia medica (differenza statisticamente non significativa).

Insomma, i dati della letteratura sembrano chiari: nei soggetti con coronaropatia stabile la terapia medica ottiene gli stessi risultati dell'angioplastica percutanea coronarica.

La conseguenza pratica è abbastanza semplice: la terapia medica ottimale dovrebbe essere la strategia di prima scelta mentre lintervento di PCI può essere riservata ai soggetti che non rispondono oppure a quelli che sono considerati ad alto rischio di eventi coronarici acuti.



Renato Rossi


Bibliografia

1. http://www.pillole.org/public/aspnuke/news.asp?id=3245

2. http://www.pillole.org/public/aspnuke/news.asp?id=3245

3. http://www.pillole.org/public/aspnuke/news.asp?id=3424

4. http://www.pillole.org/public/aspnuke/news.asp?id=4550

5. Sedlis SP et al. for the COURAGE Trial Investigators. Effect of PCI on Long-Term Survival in Patients with Stable Ischemic Heart Disease. N Engl J Med 2015 Nov 12; 373:1937-1946

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