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Terapia orale nell'iperglicemia grave
Inserito il 02 aprile 2017 da admin. - metabolismo - segnala a: facebook  Stampa la Pillola  Stampa la Pillola in pdf  Informa un amico  Ascolta con webReader


Nei casi di diabete tipo 2 di nuova diagnosi con valori elevati di glicemia si possono usare gli antidiabetici orali purchè non siano presenti segni di chetoacidosi o iperosmolarità.



Succede non infrequentemente, nella pratica clinica, di imbattersi in soggetti con diabete tipo 2 di nuova diagnosi con valori elevati o molto elevati di glicemia.

In questi casi si pone il dubbio se iniziare una terapia con insulina per passare solo in un secondo tempo alla terapia orale, quando la glicemia si è ridotta a livelli più accettabili, oppure se non si possa prescrivere ab initio una terapia per os.

In generale le linee guida consigliano la terapia insulinica, ma si potrebbe iniziare con farmaci antidiabetici orali senza che il paziente corra rischi?

Ha cercato di stabilirlo uno studio clinico randomizzato e controllato in aperto. Tra il 2011 e il 2014 sono stati reclutati 100 pazienti afferenti ad un ospedale pubblico a Chicago.

I partecipanti erano affetti da diabete tipo 2 di nuova diagnosi e avevano valori di glicemia a digiuno compresa tra 300 e 450 mg/dL. I pazienti non dovevano avere chetoacidosi o iperosmolarità.

Dopo randomizzazione i partecipanti sono stati trattati con una combinazione di saxagliptin/metformina (rispettivamente 5 mg e 2000 mg/die) oppure glipizide (10 mg/die),

Il follow up è stato di tre mesi.

La glicemia a digiuno si ridusse al termine del follow up a 137 mg/dL nel gruppo saxagliptin/metformina e a 129 mg/dL nel gruppo glipizide. Nello stesso tempo l'emoglobina glicata si ridusse, rispettivamente, a 6,8% e a 6,9%.

L'ipoglicemia fu meno frequente nel gruppo saxagliptin/metformina ma l'ipoglicemia grave non si verificò in nessun paziente.

Che dire?

Lo studio dimostra che nei pazienti con diabete di nuova diagnosi e valori elevati o molto elevati di glicemia si possono usare anche farmaci per os purchè si tratti di forme stabili, senza segni di chetoacidosi o iperosmolarità. Questo è molto importante in quanto nei pazienti con chetoacidosi o iperosmolarità la terapia insulinica è mandatoria.

D'altra parte lo studio non fa che confermare una pratica già messa in atto da molto medici.
Ovviamente i pazienti vanno attentamente monitorati e seguiti, soprattutto nelle prime settimane, per potenziare eventualmente la terapia orale oppure passare all'insulina se necessario.



Renato Rossi


Bibliografia


Amblee A et al. Combination of saxagliptin and metformin is effective as initial therapy in new-onset type 2 diabetes mellitus with severe hyperglycemia. J Clin Endocrinol Metab 2016 Jun; 101:2528.













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