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Internet Social Media: ancora dispiaceri
Inserito il 06 agosto 2017 da admin. - psichiatria_psicologia - segnala a: facebook  Stampa la Pillola  Stampa la Pillola in pdf  Informa un amico  Ascolta con webReader


L’uso eccessivo ed esclusivo impoverisce culturalmente e diminuisce le capacità critiche.


Internet e l'uso dei social media hanno profondamente mutato le modalità con le quali vengono raccolte le informazioni, costruite opinioni, formulati giudizi: cambiano radicalmente le abitudini, ma queste ultime stanno modificando radicalmente gli utenti.
Gli studi in questo ambito sono interessanti e talora approfonditi ma probabilmente non sufficienti a descrivere la complessità e la vastità dei fenomeni in corso.
“Pillole.org” da anni segue la letteratura internazionale e ne ha fornito un resoconto in un importante testo (1) ed in varie pillole, di cui ricordiamo le più recenti (2,3,4).
Non dobbiamo inoltre scordare il ruolo ambivalente ed inquietante della “captologia” ovvero di quella branca della psicologia che si occupa di studiare ed elaborare le più efficaci tecniche di persuasione via web (5); dobbiamo anche ricordare la recente “sindrome da dipendenza da smartphone” che ha sorpreso medici e ricercatori e che preoccupa genitori ed insegnanti(6)

Pochi mesi or sono è stata pubblicata ed è liberamente disponibile on -line una ricerca importante ed innovativa che ci aiuta a comprendere fenomeni apparentemente inspiegabili, quali il diffondersi di notizie ed idee superficiali o del tutto false, il crearsi di sottoculture che ignorano o rifiutano gran parte delle conoscenze scientifiche basandosi su opinioni di pseudo-esperti ed il successo di leaders politici che riescono ad asseverare immagini e personalità virtuali che non trovano corrispondenza nelle loro caratteristiche personali.(7)
La ricerca che oggi commentiamo è stata effettuata da studiosi italiani ed americani e prende in esame ben 376 milioni di utenti di Facebook e 920 siti di notizie, nel corso di 6 anni, dal gennaio 2010 a dicembre 2015.(7)

Un primo dato di rilievo è che la larga maggioranza degli utenti consulta poche fonti di informazioni, non sempre di buona qualità, non le confronta con altre e non le valuta comparativamente, ma tende a fidelizzarsi con le poche fonti consultate ed a cercare amici con le medesime opinioni creando così comunità chiuse autoreferenziali che rinforzano il senso di appartenenza ma tendono ad escludere chi abbia indirizzi diversi.
Un ulteriore importante acquisizione secondo i ricercatori è che la principale fonte di disinformazione non è tanto la diffusione di fake- news, quanto la polarizzazione di gruppi anche numerosi di utenti su pochi siti e la loro accettazione acritica di “narratives” che sono ben lontane dai dati scientifici, i quali per loro natura sono validi fino a prova contraria e debbono essere sistematicamente soggetti a critica e ad aggiornamento.
Il fenomeno è più accentuato in chi usa esclusivamente lo smatphone specie se per molte ore al giorno per collegarsi ad internet: l'utente tende a velocizzare la procedura e selezionare ulteriormente le notizie ottenendo meno notizie ma più chiare più semplici e più veloci.

Conclusioni
Internet e social media hanno aperto una nuova era. L'informazione, la istruzione e la formazione sono finalmente a portata di tutti. Vi sono tuttavia distorsioni, aberrazioni e preoccupanti derive della ragione legate ad un uso esclusivo di tecniche molto utili ma che ostacolano lo sviluppo di un pensiero critico: tutto ciò fino ad ora è stato segnalato sporadicamente da pochi gruppi di lodevoli ricercatori.
Il monitoraggio dell'uso di Internet dovrebbe essere invece una costante preoccupazione da parte di tutte le istituzioni.


Riccardo De Gobbi


Bibliografia


1) http://www.pillole.org/public/aspnuke/downloads.asp?id=374
2) http:// www.pillole.org/public/aspnuke/news.asp?id=6413
3) http:// www.pillole.org/public/aspnuke/news.asp?id=6644
4) http://www.pillole.org/public/aspnuke/news.asp?id=6709
5)http://www.demenzemedicinagenerale.net/mens-sana/recenti-ricerche-delle-neuroscienze-e-della-psicologia-cognitiva/241-58-che-cosa-e-la-captologia-perche-dobbiamo-conoscerla-e-temerla

6) Clayton R et Al.:The Extended iSelf: The Impact of iPhone Separation on Cognition, Emotion, and Physiology Journal of Computer-Mediated Communication 2015; 20:119-135

7) Schmidt A.L., Zollo F. et Al.: Anatomy of news consumption on Facebook 2017;114:3035-3039 http://www.pnas.org/cgi/doi/10.1073/pnas.1617052114




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