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Le false identità “faked identities” : un grave problema con una possibile soluzione.
Inserito il 29 ottobre 2017 da admin. - psichiatria_psicologia - segnala a: facebook  Stampa la Pillola  Stampa la Pillola in pdf  Informa un amico  Ascolta con webReader


Una geniale ricerca di psicologi padovani potrà aiutare medici legali e servizi di sicurezza anche contro il terrorismo.

La creazione e la utilizzazione di false identità nel web è un fenomeno tanto diffuso quanto pericoloso e preoccupante; i falsi profili e le false biografie del web sono un fenomeno di costume diffuso ma spesso innocuo e per alcuni aspetti patetico, mentre molto preoccupanti sono le truffe mediante phishing ed ancora più preoccupanti sono le costruzioni di false identità da parte di gruppi terroristici organizzati.

Dove non arriva la forza può arrivare l'intelligenza.

È stato documentato che un numero ragguardevole di terroristi organizzati si è infiltrato in gruppi di profughi privi di documenti personali costruendo nuove false identità (1): un esempio drammatico e paradossale è quello di un terrorista dell'aeroporto di Bruxelles che beffardamente assunse il nome di un noto giocatore di calcio senza destare sospetti nei paesi europei nei quali soggiornò (2): un fallimento da parte di varie forze di intelligence ed una tragedia per le vittime ed i superstiti che alla luce di una nuova geniale ricerca poteva essere evitato.
La ricerca degli psicologi padovani valorizza le acquisizioni di studi precedenti basati sui tempi di reazione a determinati stimoli, che risultano più lenti nelle persone che mentono, in quanto parte delle loro risorse cognitive sono impegnate a sostenere la falsa identità (3): in altre parole, la risposta sincera è veloce in quanto automatica, la risposta costruita è più lenta, salvo in individui specificamente addestrati.
Queste tecniche, note da anni, richiedono tuttavia un esame degli individui sospetti da parte di più esaminatori esperti, impossibile da effettuarsi su decine o centinaia di persone.
La originalità dei nostri ricercatori è di avere dimostrato che è possibile studiare i tempi e le modalità di reazione di ipotetici mentitori in maniera automatica, su grandi numeri, anche a grandi distanze, mediante programmi computerizzati.
Il test si basa sulla somministrazione di un semplice questionario via web cui l'intervistato deve obbligatoriamente rispondere. Vengono valutati i tempi di risposta come in tutti i test classici, ma anche e soprattutto la qualità e quantità dei movimenti del mouse.
In altre parole I ricercatori hanno dimostrato che la persona sincera muove il mouse con maggiore velocità, con tragitti più diretti, con minore incertezza rispetto a chi mente. Per ridurre al minimo le false positività del test legate alla abilità di alcuni individui di contraffare le risposte, I ricercatori hanno introdotto domande a sorpresa che potranno essere variate in occasione di successivi test.
Nell'articolo originale pubblicato su Plos One e liberamente disponibile online (4) sono riportati grafici molto significativi che registrano tempi di reazione e traiettorie del mouse, confrontando soggetti che mentono e soggetti che dicono la verità; i risultati sono originali e ben promettenti e potrebbero avere importanti applicazioni considerata la preoccupante diffusione delle false identità nel web tanto a fine di truffa che, sempre più frequentemente, a fini terroristici.
Con questa tecnica sarebbe già ora possibile distinguere in maniera automatica e via web persone che rispondono sinceramente e individui che per vari motivi non sono sinceri, e tra questi ultimi effettuare ulteriori e più rigorose selezioni; inoltre la tecnica può essere ulteriormente perfezionata adattandola i diversi gruppi etnici e culturali.

Questa piccola grande ricerca stimola molte riflessioni tra le quali ne segnalo sinteticamente due …

La prima riflessione è sulla tecnologia: come ci insegnano grandi pensatori quali Anders (5) e Galimberti,(6) l'uomo creando la tecnica si è messo nei panni di quell’apprendista stregone che ha evocato forze demoniache che potranno schiacciarlo: deve pertanto costantemente controllare e domare la tecnica per non esserne gradualmente annientato.
La seconda riflessione e che se l'uomo si prende cura della propria intelligenza e cerca di svilupparla nel corso della propria vita, avrà la gratificazione di verificare in più occasioni un noto aforisma di un grande studioso della psiche umana: “chi ha occhi per vedere e orecchie per udire può convincersi che nessun mortale può tenere un segreto. Se le sue labbra tacciono parlerà con la punta delle dita; ciò che lo tradisce gli trasuda da tutti i pori “(7)

Riccardo De Gobbi



Bibliografia

1) Barber S. The direct link between identity theft and terrorism, and ways to stop it. The University of Texas at Austin. 7 Dec 2015. https://news.utexas.edu/2015/12/07/the-direct-link-between-identitytheft-and-terrorism


2) Agenzia Giornalistica Italia (AGI). Bruxelles: kamikaze usò identità ex giocatore dell'Inter. 28 March 2016. http://www.agi.it/estero/2016/03/28/news/bruxelles_kamikaze_uso_identita_ex_giocatore_
dellinter-650281/

3) Van Bockstaele B, Verschuere B, Moens T, Suchotzki K, Debey E, Spruyt A.: Learning to lie: Effects of practice on the cognitive cost of lying. Frontiers in Psychology. 2012; 3:526. https://doi.org/10.3389/fpsyg.2012.00526 PMID: 23226137

4) Monaro M, Gamberini L, Sartori G (2017) The detection of faked identity using unexpected questions and mouse dynamics. PLoS ONE 12(5):e0177851. https://doi.org/10.1371/journal.
pone.0177851

5) Anders G: L’uomo è antiquato Bollati Boringhieri Torino 1992

6) Galimberti U: Psiche e Techné L’uomo nell’età della tecnica Feltrinelli Ed. Milano 2007

7) Freud S.: Frammento dell'analisi di un caso di isteria in Opere Complete Boringhieri Editore Torino 1980






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