vai alla home introduttiva di Pillole.org
 
  Pillole 
   
 
Iscritti
Utenti: 2232
Ultimo iscritto: Argo
Iscritti | ISCRIVITI
 
Vitamina D e fratture: una parola definitiva?
Inserito il 16 dicembre 2018 da admin. - reumatologia - segnala a: facebook  Stampa la Pillola  Stampa la Pillola in pdf  Informa un amico  

Due metanalisi e le recenti linee guida della USPSTF si sono occupate della prevenzione primaria delle fratture con supplemetazioni di vitamina D e calcio in soggetti in
buona salute viventi in comunità.


Questa testata ha già ampiamente trattato le problematiche legate alla supplementazione di vitamina D e calcio per la prevenzione delle fratture [1,2,3].

Alcuni recenti studi e linee guida portano un ulteriore contributo alle discussione.

Una metanalisi pubblicata verso la fine del 2017 [4] si è riproposta di determinare i benefici della supplementazione con vitamina D in soggetti anziani in buona salute viventi in comunità. La metanalisi ha analizzato 33 studi clinici per un totale di oltre 51000 soggetti arruolati. Si è evidenziato che la supplementazione con vitamina D, calcio o una loro associazione non risultava associata ad una riduzione delle fratture rispetto al placebo o al non trattamento. L'analisi per sottogruppi ha, inoltre, mostrato che questi risultati erano validi per una serie di variabili come le dosi di calcio o vitamina D somministrate, il sesso, la storia di precedenti fratture, i livelli basali di
vitamina D e l'introito di calcio.

Una revisione sistematica più recente [5] ha analizzato 81 studi randomizzati per un totale di oltre 53000 partecipanti. Negli studi veniva paragonata la somministrazione di vitamina D (con/senza calcio) al placebo, al non trattamento oppure a basse dosi di
vitamina D. Anche in questo caso si è evidenziato che la supplementazione con vitamina D (con/senza calcio) non era associata ad una riduzione delle fratture, in particolare
quelle dell'anca. Non risultava neppure una riduzione delle cadute.
Gli autori concludevano che è poco giustificato ricorrere alla supplementazione con vitamina D per migliorare o mantenere la salute muscoloscheletrica. Una eccezione a
quanto sopra è rappresentata dalla prevenzione o dal trattamento di condizioni cliniche come il rachitismo e l'ostemalacia.

Da ultimo giova ricordare le raccomandazioni pubblicate pochi mesi fa dalla United States Preventive Services Task Force che si basano sull'analisi di 11 RCT per un totale di oltre 51000 soggetti arruolati. Gli studi esaminati avevano una durata di 2-7 anni e i partecipanti un'età >/= 50 anni.

Possiamo riassumerle nei pochi punti seguenti:

1) le evidenze sono insufficienti per valutare rischi e benefici della supplementazione con vitamina D (con/senza calcio) per la prevenzione primaria delle fratture negli uomini
asintomatici in buona salute e nelle donne in premenopausa

2) le evidenze sono insufficienti per valutare rischi e benefici della supplementazioni con dosi di vitamina D > 400 UI o con dosi di calcio > 1000 mg per la prevenzione
primaria delle fratture nelle donne in postmenopausa in buona salute

3) la Task Force si esprime contro la supplementazione con dosi inferiori o uguali a 400 UI di vitamina D e dosi inferiori o uguali a 1000 mg di calcio per la prevenzione primaria delle fratture nelle donne in postmenopausa

4) queste conclusioni non sono valide nei soggetti con una anamnesi positiva per fratture osteoporotiche, oppure a elevato rischio di caduta oppure con una diagnosi di
osteoporosi o di carenza di vitamina D.

Che dire?

Le metanalisi qui recensite vanno valutate per quello che dicono e cioè che la supplementazione con vitamina D (con/senza calcio) non sembra associata a benefici clinicamente importanti negli adulti in buona salute che vivono in comunità.

Questa puntualizzazione è molto importante: come evidenziano le linee guida della USPSTF, il discorso è differente per soggetti con precedenti fratture osteoporotiche, oppure quelli ad elevato rischio di frattura, o con diagnosi di osteoporosi o di deficit di vitamina D. In queste tipologie di pazienti la supplementazione con vitamina D appare giustificata.


Renato Rossi


Bibliografia

1. http://www.pillole.org/public/aspnuke/news.asp?id=6832

2. http://www.pillole.org/public/aspnuke/news.asp?id=6836

3. http://www.pillole.org/public/aspnuke/news.asp?id=6837

4. Zhao J-G et al. Association Between Calcium or Vitamin D Supplementation and Fracture Incidence in Community-Dwelling Older AdultsA Systematic Review and Meta-analysis
JAMA. 2017;318:2466-2482.

5. Bolland MJ et al. Effects of vitamin D supplementation on musculoskeletal health: a systematic review, meta-analysis, and trial sequential analysis. The Lancet Diabetes &
Endocrinology. Pubblicato online il 4 ottobre 2018.

6. US Preventive Services Task Force. Vitamin D, Calcium, or Combined Supplementation for the Primary Prevention of Fractures Community-Dwelling Adults. JAMA 2018; 319:1592-1599.













Letto : 33446 | Torna indietro | Stampa la Pillola | Stampa la Pillola in pdf | Converti in XML
Aggiungi - Commenti

Commenti Per i commenti flash prima occorre effettuare il login. Per commenti articolati usare il Forum
 
© Pillole.org 2004-2019 | Disclaimer | Reg. T. Roma n. 2/06 del 25/01/06 | Dir. resp. D. Zamperini
A  A  A  | Contatti | Realizzato con ASP-Nuke 2.0.7 | Versione stampabile Versione stampabile | Informa un amico | prendi i feed e podcasting di Pillole.org
ore 16:43 | 36297640 accessi| utenti in linea: 8082