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Canagliflozin non aumenta le fratture
Inserito il 09 giugno 2019 da admin. - metabolismo - segnala a: facebook  Stampa la Pillola  Stampa la Pillola in pdf  Informa un amico  

Uno studio osservazionale suggerisce che il canagliflozin non comporta un maggior rischio di fratture rispetto ai GLP-1 agonisti.



Il canagliflozin potrebbe interferire con il metabolismo del calcio, del fosfato e della vitamina D, potrebbe ridurre la densitą minerale ossea e, teoricamente, aumentare il rischio di fratture.

Partendo da queste premesse č stato effettuato uno studio osservazionale [1] in cui sono stati identificati quasi 80.000 pazienti diabetici che avevano iniziato ad assumere canagliflozin. Questo soggetti sono stati paragonati ad altrettanti diabetici che avevano iniziato un GLP-1 agonista.

Il follow up č stato di circa due anni e mezzo (dal marzo 2013 all'ottobre 2015).
L'endpoint primario valutato comprendeva le fratture non vertebrali (omero, avambraccio, pelvi o anca), mentre endpoint secondari erano le fratture in altre sedi.

Lo studio ha evidenziato che il rischio di fratture comprese nell'endpoint primario era simile tra i due gruppi (canagliflozin versus GLP-1 agonisti: HR 0,98; IC95% 0,75-1,26).
Anche il rischio di frattura in altre sedi diverse da quelle comprese nell'endpoint primario (carpo, metacarpo, caviglia, etc.) era simile.

Questi dati permettono agli autori di concludere che il canagliflozin non comporta un maggior rischio fatturativo rispetto ai GLP-1 agonisti.

Il foglietto illustrativo del canagliflozin riporta i dati di uno studio su oltre 4000 pazienti in cui l'incidenza di fratture ossee era di 1,6 per canagliflozin 100 e 300 mg e di 1,1 per il placebo per 100 anni-paziente, mentre in altri studi su un totale di 5800 pazienti non si sono evidenziate differenze tra farmaco e placebo sia per il rischio fratturativo che per le variazioni della massa ossea.

Ora quest'ultimo studio porta un ulteriore contributo. Si tratta di uno studio osservazionale che possiede alcuni limiti ammessi dagli autori: per esempio la presenza di fattori di confonidimento non misurati e la bassa frequenza delle fratture riscontrate. Tuttavia i dato sono rassicuranti.



Renato Rossi


Bibliografia

1. Fralick M et al. Fracture Risk After Initiation of Use of Canagliflozin: A Cohort Study. Ann Intern Med. Pubblicato online in data 1 gennaio 2019.







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