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Incontinenza urinaria femminile: quale trattamento?
Inserito il 08 settembre 2019 da admin. - urologia - segnala a: facebook  Stampa la Pillola  Stampa la Pillola in pdf  Informa un amico  

Una metanalisi "in rete" suggerisce che la terapia comportamentale dovrebbe essere il trattamento di scelta per l'incontinenza urinaria femminile.



In una precedente pillola [1] si è sintezzata una revisione Cochrane che concludeva che la ginnastica pelvica è un trattamento efficace per l'incontinenza urinaria femminile, soprattutto quella da stress.

Viene ora pubblicata una metanalisi "in rete" [2] che ha paragonato tra loro i vari tipi di intervento (farmacologico e non) disponibili.

Sono stati analizzati i risultati di 84 studi randomizzati; gli interventi effettuati erano di tipo farmacologico (per esempio: ormoni, anticolinergici, tossina botulinica A, alfa-agonisti), di tipo comportamentale (per esempio ginnastica vescicale), oppure altri tipi di trattamento (per esempio: neuromodulazione).
I partecipanti agli studi erano donne non in gravidanza.

Si è evidenziato che, in generale, i vari tipi di trattamento sono più efficaci del non trattamento nel migliorare i sintomi dell'incontinenza.

Nella incontinenza da stress la terapia comportamentale ottiene risultati migliori rispetto agli ormoni e agli alfa-agonisti, mentre gli alfa-agonisti e la neuromodulazione ottengono risultati migliori degli ormoni.

Nella incontinenza da urgenza la terapia comportamentale ottiene risultati migliori degli altri trattamenti, mentre la tossina botulinica A potenzialmente ottiene risultati migliori della neuromodulazione.

Gli autori sottolineano, però, i limiti della metanalisi: trattandosi di una metanalisi "in rete" i paragoni tra i vari trattamenti sono soprattutto di tipo indiretto, mentre i paragoni diretti sono pochi.

In accordo con le conclusioni della metanalisi si può dire che la terapia comportamentale, da sola o in associazione ad altri tipi di intervento, in genere, è più efficace della terapia farmacologica.

Come si è sottolineato precedentemente [1], però, vi sono vari fattori che possono rendere difficile tradurre nella pratica questi risultati: anzitutto la terapia comportamentale richiede la partecipazione attiva e costante della paziente; in secondo luogo non è sempre agevole trovare personale specializzato che possa insegnare le corrette tecniche comportamentali.



Renato Rossi


Bibliografia


1. http://www.pillole.org/public/aspnuke/news.asp?id=7048

2. Balk EM et al. Pharmacologic and Nonpharmacologic treatments for Uninary Incontinence in Women: A Systematic Review and Network Meta-analysis of Clinical Outcomes. Ann Intern Med. Pubblicato il 19 marzo 2019.


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