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Coronavirus e vaccino antinfluenzale
Inserito il 15 maggio 2020 da admin. - infettivologia - segnala a: facebook  Stampa la Pillola  Stampa la Pillola in pdf  Informa un amico  

Il vaccino antinfluenzale potrebbe ridurre il rischio di infezione da SARS-CoV-2?



E' noto che il SARS-CoV-2, grazie alla proteina spike, entra nelle cellule delle vie respiratorie legandosi al recettore ACE 2.

In uno studio [1] sono state infettate alcune linee cellulari umane con vari tipi di virus: virus della SARS, virus della MERS, il virus H5N1 (influenza aviaria) e il virus H1N1 (virus dell'influenza pandemica del 2009).

Si è dimostrato che questi virus possono provocare una maggior espressione del recettore ACE 2.

Gli autori ipotizzano che una esposizione recente a virus influenzali potrebbe facilitare l'infezione da SARS-CoV-2 grazie alla sovraespressione dei recettori ACE 2 nelle vie respiratorie.

Si può quindi supporre che la vaccinazione antinfluenzale possa proteggere, per via indiretta e almeno parzialmente, dal SARS-CoV-2.

Come si può ben vedere, si tratta però di una mera ipotesi e quindi sarà bene non eccedere in facili entusiasmi.
Infatti gli autori invitano alla cautela e auspicano ulteriori studi.

L'ipotesi biologica è senza dubbio intrigante, tuttavia bisognerebbe poter disporre almeno di studi osservazionali di buona qualità che dimostrino che l'infezione da SARS-CoV-2 è stata meno frequente nei soggetti che si sono vaccinati per l'influenza nella stagione 2019-2020. Evidenze più robuste deriverebbero da uno studo randomizzato e controllato che, tuttavia, non si può realizzare per motivi etici.

In ogni caso esistono altre buone ragioni per incoraggiare i pazienti (soprattutto quelli più a rischio) a vaccinarsi contro l'influenza.

Anzitutto perchè con una minor circolazione del virus influenzale durante la prossima stagione fredda sarà agevolato il compito dei medici dal punto di vista diagnostico (la coesistenza delle due virosi con sintomi per gran parte sovrapponibili crea obiettive difficoltà di diagnosi differenziale).

In secondo luogo un paziente affetto da influenza che fosse contemporaneamente aggredito dal coronavirus correrebbe un rischio molto maggiore di complicanze.



Renato Rossi


Bibliografia

1. Hui KPH et al. Tropism, replication competence, and innate immune-response of the coronavirus SARS-CoV-2 in human respiratory tract and conjunctiva: an analysis in ex-vivo and in-vitro cultures. The Lancet. Respiraytory medicine. Pubblicato online il 7 maggio 2020.


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