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COVID-19: risultati dal SOLIDARITY e dal RECOVERY
Inserito il 18 ottobre 2020 da admin. - infettivologia - segnala a: facebook  Stampa la Pillola  Stampa la Pillola in pdf  Informa un amico  

I risultati degli studi SOLIDARITY e RECOVERY suggeriscono che nessuno dei farmaci più comunemente usati nel trattamento della COVID-19 sembra avere un impatto clinicamente rilevante sulla malattia.


Il SOLIDARITY trial è uno studio randomizzato sponsorizzato dall’ OMS effettuato in pazienti ospedalizzati per COVID –19. Lo studio ha reclutato 11266 soggetti ricoverati in 405 ospedali di 30 paesi. [1].

Si tratta, quindi, dello studio con maggior casistica fino a questo momento. Sono stati pubblicati i risultati ad interim su “medRxiv”, non ancora peer-review.

I partecipanti sono stati randomizzati a:

· remdesivir (n = 2750)
· idrossiclorochina (n = 954)
· lopinavir (n = 1411)
· interferone associato a lopinavir beta-1a (n = 651)
· interferone (n = 1412)

Il gruppo di controllo era formato da 4088 pazienti in cui non veniva usato nessuno di questi farmaci.

La mortalità a 28 giorni non differiva tra i vari gruppi.
In particolare, rispetto al gruppo di controllo, si avevano i seguenti risultati:

· remdesivir: RR 0,95 (p = 0,50)
· idrossiclorochina : RR 1,19 (p = 0,23)
· lopinavir: RR 1,00 (p = 0,97)
· interferone : RR 1,16 (p = 0,11).

Nessuno dei farmaci studiati ha ridotto la necessità di ventilazione o la durata del ricovero.

Questi risultati erano validi in tutti i sottogruppi esaminati (pazienti ventilati e non ventilati alla randomizzazione).

Gli autori concludono che i farmaci testati hanno un effetto piccolo o nullo su pazienti ospedalizzati per COVID-19.


Sono stati pubblicati anche i risultati del trial RECOVERY per quanto riguarda il braccio lopinavir/ritonavir [2].
In tutto sono stati randomizzati a lopinavir/ritonavir o terapia standard 1616 pazienti. L’endpoint primario (mortalità a 28 giorni) non differiva tra i due gruppi. Non vi erano differenze anche per altri outcomes importanti come la durata del ricovero e la necessità di ventilazione meccanica.
Ricordiamo che negli altri bracci veniva valutata l’efficacia di idrossiclorochina, azitromicina, desametazone, tocilizumab e plasma [3].



Che dire?

Gli studi SOLIDARITY e RECOVERY suggeriscono, purtroppo, che nessuno dei farmaci maggiormente usati nel trattamento dell’infezione da SARS-CoV-2 sembra avere un impatto clinicamente rilevante su endpoint importanti (mortalità, necessità di ventilazione). Solo il desametazone ha dimostrato, nello studio RECOVERY, di ridurre la mortalità perlomeno nei pazienti più gravi [3].

Sono in corso molti altri trial. Non rimane che attendere in attesa di altri dati.
Una conclusione a cui questi mesi siamo stati costretti troppo spesso.


Renato Rossi


Bibliografia

1. WHO Solidarity Trial Consortium;, Pan H et al. Repurposed antiviral drugs for COVID-19; interim WHO SOLIDARITY trial results. MedXriv. https://doi.org/10.1101/2020.10.15.20209817.

2. No author listed. Lopinavir/ritonavir patients admitted to hospital with COVID-19 (RECOVERY): a randomised, controlled, open-label, platform trial. Lancet 2020 =ct. 5.

3. http://www.pillole.org/public/aspnuke/news.asp?id=7422

















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