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Target pressorio nei pazienti con malattie cardiovascolari
Inserito il 06 dicembre 2020 da admin. - cardiovascolare - segnala a: facebook  Stampa la Pillola  Stampa la Pillola in pdf  Informa un amico  

Secondo una revisione Cochrane nei soggetti con malattie cardiovascolari un target pressorio di 135/85 mmHg sembra portare benefici clinici rilevanti piccoli o nulli.


Nei pazienti con malattie cardiovascolari molte linee guida consigliano un target della pressione arteriosa più basso, alcune anche inferiore a 130/80 mmHg.

In realtà il valore ottimale non è ben stabilito, chiosano gli autori di una revisione Cochrane.

Per determinare se ottenere valori inferiori a 135/85 mmHg riduca mortalità e morbilità nei soggetti con pregressi eventi cardiovascolari hanno, quindi, effettuato una ricerca della letteratura che ha permesso di ritrovare sei RCT per un totale di 9484 pazienti reclutati.
Il follow up andava da 1 a 4,7 anni (in media 3,7).

Gli autori sottolineano che probabilmente non c’è differenza (o se esiste è piccola) in termini di mortalità totale o cardiovascolare tra arrivare un target “standard” (140-160/90-100 mmHg) e un target basso (135/85 mmHg).
Lo stesso si può dire per gli eventi avversi totali, per gli eventi cardiovascolari (infarto miocardio, ictus, morte improvvisa, ricovero o decesso per scompenso cardiaco).
Gli studi suggeriscono che la sospensione della terapia a causa degli effetti collaterali è più probabile nel caso si desideri un target pressorio più basso.
In questo gruppo risultava anche maggiore il numero dei farmaci usati.

Gli autori concludono che al momento non sembra giustificato cercare un target della pressione arteriosa più basso nei pazienti con malattie cardiovascolari. Si rimane in attesa dei risultati dei trials in corso.

Che dire?

Verrebbe da chiedersi su cosa si basano le raccomandazioni delle linee guida.
Dove sta’ la ragione (ammesso che stia da qualche parte)? Sono nel giusto le linee guida o gli autori della revisione Cochrane?
Il medico pratico si chiede: ma in questo paziente che ha avuto un infarto è necessario potenziare la terapia antipertensiva così da portare la pressione arteriosa a 135/85 mmHg (o anche più bassa), oppure posso accontentarmi di valori più alti (per esempio 140-145/90 mmHg)?

Una risposta potrebbe essere questa: se il paziente tollera bene la terapia e non ci sono importanti effetti collaterali può essere ragionevole tendere a valori attorno a 130-135/75-85 mmHg, perché la revisione non esclude che un beneficio, seppur piccolo, possa esserci.
Negli altri casi si potrà scegliere un obiettivo meno ambizioso.
Conclusione comunque provvisoria, in attesa dei risultati degli studi in corso.


Renato Rossi


Bibliografia

1. Saiz LC et al. Blood pressure targets for the treatment of people with hypertension and cardiovascular disease. Cochrane Database Syst Rev. Pubblicato il 9 settembre 2020.








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