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Quando l'ipotesi più semplice è quella sbagliata
Inserito il 05 settembre 2021 da admin. - scienze_varie - segnala a: facebook  Stampa la Pillola  Stampa la Pillola in pdf  Informa un amico  

Non sempre l'aforisma di Occam aiuta nel procedimento diagnostico.

Armando, un paziente di 66 anni affetto da ipertensione e diabete tipo 2, molto ansioso, si presenta a visita perchè lamenta una sindrome vertiginosa di modesta entità. Interrogato non sa ben descrivere la sintomatologia, riferisce solo che gli sembra di avere la testa come confusa, incapace di concentrarsi. Il medico domanda da quanto tempo soffra del disturbo e se gli impedisca le normali attività quotidiane.
Il paziente riferisce che non ricorda bene, forse la vertigine è iniziata da circa un mese e non gli impedisce di camminare o di svolgere le normali attività. Sembra attenuarsi se rimane sdraiato.
Il medico esegue una visita abbastazna accurata e non nota segni particolari, anche l'esame obiettivo è negativo. Il paziente riferisce che la sensazione vertiginosa si accentua con i movimenti del collo ma non si associa ad altri sintomi come nausea, vomito, ipoacusia.
La pressione arteriosa risulta essere di 110/65 mmHg.
"Probabilmente è la pressione un po' bassa" diagnostica il medico "siamo in pieno luglio e fa molto caldo, forse è meglio ridurre la dose degli antipertesivi, almeno finché durano queste temperature africane".
Il paziente si sente rassicurato. Circa due settimane dopo il medico riceve una telefonata allarmata dalla moglie di Armando che riferisce che improvvisamente il marito ha avuto un vuoto di memoria, non sapeva dove si trovava e non riusciva nemmeno a riconoscerla. In ospedale, dopo aver eseguito una RM dell'encefalo, avevano diagnosticato una neoplasia cerebrale.

Il caso è esemplare di come l'aforisma di Occam (1280-1343) possa portare a errori diagnostici. L'aforisma recita: "Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem": è un principio di economia cognitiva molto importante che evita un dispendio energico inutile in molti casi visti nella pratica clinica. Secondo Isaac Newton (1643-1727) quando di un fenomeno si ha una spiegazione sufficiente non è necessario cercarne un'altra.
Purtroppo in medicina qualche volta non è così e avere a disposizione diagnosi alternative è sempre un buon sistema per evitare le trappole cognitive.

Renato Rossi


Per approfondimenti:

Collecchia G, De Gobbi R, Fassina R, Ressa G, Rossi RL. La diagnosi ritrovata. Il Pensiero Scientifico Editore: Roma 2021.
http://pensiero.it/catalogo/libri/professionisti/la-diagnosi-ritrovata


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