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Trovata la proteina che controlla lo stress
Inserito il 30 ottobre 1999 da admin. - psichiatria_psicologia - segnala a: facebook  Stampa la Pillola  Stampa la Pillola in pdf  Informa un amico  

Potrebbe essere usata in farmaci per i disordini mentali con base ansiosa

7.9.1999
Una piccola proteina prodotta nel cervello, la OFQ/N, controlla la risposta comportamentale alle situazioni di stress: è quanto recentemente scoperto dai ricercatori dell’Università della California, in collaborazione con colleghi svizzeri e tedeschi.
Nel loro studio, apparso questa settimana in "Proceedings of the National Academy of Sciences", essi hanno prodotto topi geneticamente modificati, privi del gene corrispondente e pertanto incapaci di produrre la proteina, e ne hanno osservato le risposte a diversi stimoli rispetto alle reazioni dei topi normali. Quando esposti a situazioni di pericolo, i topi mutati hanno mostrato un comportamento ansioso molto più accentuato del normale, parallelamente a una ridotta capacità di adattamento allo stimolo.
Analizzando i tessuti cerebrali di topi normali precedentemente sottoposti a tali stimoli si è potuto osservare che elevati livelli di OFQ/N si concentrano in diverse aree del cervello, in particolare nelle zone che più direttamente controllano le reazioni allo stress. "L’identificazione della funzione specifica di una molecola prodotta nel cervello è il primo passo verso la definizione di farmaci che possano modularne l’attività" ha commentato Rainer Reinscheid, responsabile dello studio. I ricercatori sono convinti che la proteina OFQ/N abbia le stesse funzioni anche nell’uomo, dato che è assolutamente identica a quella murina ed è prodotta nelle stesse zone del cervello.
"Un farmaco che mimi la funzione di questa proteina potrebbe essere utile nel trattamento di pazienti con disordini mentali su base ansiosa, che rappresentano una grossa fetta di popolazione" sostiene Reinscheid. Diverse compagnie farmaceutiche stanno ora lavorando attivamente per riuscire a sviluppare un simile farmaco, ma probabilmente occorreranno ancora dai 6 agli 8 anni prima che possa arrivare a essere messo in commercio
Le Scienze www.lescienze.it

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