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Di fronte al cancro non c'è alternativa

Data : 17 novembre 2004
Autore : admin

Pagina: 1 - La soluzione al cancro non verrà dalla medicina ufficiale?

«Impotente di fronte alla pazzia, alla criminalità, alla guerra ed alla morte, incapace di impedire la possibile distruzione che l’uso delle sue grandi scoperte sulla materia ha il potere di compiere; capace delle grandi e inutili conquiste spaziali, la scienza si ritrova inerme di fronte a molte malattie, la mistero, per esempio, di alcuni grammi di cellule impazzite, i tumori, che uccidono un quarto dell’umanità». Con queste parole Alberto R. Mondini presidente dell’ARPC (Associazione per la ricerca e la prevenzione del cancro), ha iniziato il suo intervento al congresso medico internazionale di Losanna il 21 ottobre 1995. Oggi tale discorso viene considerato il manifesto ufficiale dell’ARPC e la sua lettura permette a chi non conosce l’associazione di comprendere le tematiche filosofiche e scientifiche e le idee programmatiche del gruppo. «io sono convinto-ha continuato Mondini nel suo intervento- che la ricerca ufficiale non riuscirà mai a trovare una terapia per il cancro, perché esso è l’ultimo atto che la medicina con l’essenza stessa del suo metodo favorisce. La soluzione del cancro non potrà che arrivare dalle medicine non ufficiali quali l’omeopatia, la pranoterapia, le tecniche naturiste, le scoperte di Vincente e Morrel, ecc. La soluzione è lì come indicano tanti ricercatori da varie parti del mondo con i loro successi clinici e le loro ricerche senza vivisezione».

L’Associazione per la ricerca e la prevenzione del cancro nasce ufficialmente il 2 febbraio 1992. Uno dei suoi scopi è stimolare medici e scienziati a utilizzare la bioelettronica di Vincent in modo da poter prevenire malattia oggi incurabili. Ed è su questa linea di intenti ce si colloca il premio di laurea di lire 4.000.000 offerto dall’ARPC in favore di una tesi collegata agli studi di Vincent riguardanti l’acidità, l’ossidoriduzione e la resistenza elettrica di sangue, saliva e urine in soggetti umani affetti dal cancro. Un motivo questo che stimola un’analisi dettagliata sulle opinioni riguardo a questi studi di alcuni docenti della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Trieste. E soprattutto di chi molto attivo nel campo della ricerca biomedica. «La biolettronica di Vincent applicata ai liquidi dal punto di vista fisico potrebbe essere valida, ma che da questi studi si possano trarre dei vantaggi nel campo medico -spiega il dott. Gabriele Pozzato, aiuto ospedaliero e docente di ematologia, uno dei ricercatori dell’Ateneo triestino più quotati in campo internazionale-. Anche perché le ricerche eseguite da Vincent sono aggiornate al 1950, periodo nel quale sono stati introdotti nuovi farmaci come gli antibiotici che ovviamente hanno cambiato lo scenario medico e sociale in maniera determinante». Anche il prof. Aldo Dobrina- docente di Patologia Molecolare, impegnato da anni nella ricerca presso l’Istituto di patologia Generale- è dello stesso parere.«Sono studi che non portano a nessun risultato, fino ad ora non è stato pubblicato nulla sulle maggiori riviste internazionali perché si tratta di teorie non dimostrabili scientificamente, altrimenti sarebbero state già accettate senza pregiudizi». Infatti -continua il dott. Pozzato- nessuno nega che ci possano essere delle modificazioni nei liquidi biologici riguardo al pH o ad altri parametri bioelettrici o impedenziometrici ma queste sono la conseguenza della malattia e non la causa. Durante il corso di malattie tumorali vengono immessi nel circolo sanguigno diverse molecole che possono chiaramente modificare i livelli degli scambi ionici dell’organismo». Ma le conclusioni di Vincent non riguardano soltanto le modificazioni del pH, rH, e resistenza ottenibili nei soggetti malati, egli ha ipotizzato anche la possibilità di ottenere un’immunità al cancro assumendo regolarmente vegetali crudi di origine biologica, frutta, prodotti fermentati (Yogurt, Kefir, crauti), acqua pura o poco mineralizzata. «Benché ritenga corretto evitare l’assunzione di alimenti con additivi chimici o sostanze conservanti, reputo altamente improbabile che questi possano essere la causa principale dei tumori-ribatte il dott. Pozzato-. Oltretutto più si approfondiscono gli studi nel campo dell’oncologia più ci si rende conto come i virus abbiano un’importanza fondamentale nella genesi tumorale. O meglio, per essere più corretti, bisognerebbe dire che la nascita di una neoplasia è correlata all’interazione di fattori esogeni (virus in primo luogo, ma anche radiazioni e sostanze cancerogene) con una struttura genica favorevole espressa di base nell’organismo».

Ma uno dei motivi di diffidenza che possono nascere da un ascolto, forse superficiale, del manifesto dell’ARPC è quello di non intravedere una linea di ricerca definita. «Mischiare in un unico brodo, omeopatia, pranoterapia, naturismo e antivivisezionismo dimostrano un’impostazione dilettantesca di tali ricerche-conferma il prof. Dobrina. Ogni studio deve avere un obiettivo preciso e non disperdersi in una miriade di variabili più o meno valide che sviano dall’obiettivo principale: la guarigione della malattia».
Massimiliano Fanni Canelles




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