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La sfida della prostatite cronica

Categoria : urologia
Data : 12 gennaio 2020
Autore : admin

Intestazione :

Una breve sintesi sulle terapie della prostatite cronica.



Testo :

La prostatite cronica/sindrome da dolore pelvico cronico è una patologia, a etiologia non chiara, comune nell'uomo e caratterizzata da due tipologie di sintomi: da una parte disturbi urinari e dall'altra dolore pelvico.

Per determinarne la gravità si usa un sistema a punteggio denominato NIH-CPSI (National Institute of Health - Chronic Prostatitis Symptom Index) che prende in considerazione i seguenti parametri: presenza di dolore a livello testicolare, pelvico o perineale, dolore, bruciore o fastidio alla minzione; dolore o fastidio alla eiaculazione; sensazione di incompleto svuotamento vescicale; necessità di urinare frequentemente (meno di due ore dalla minzione precedente); influenza dei sintomi sulla qualità di vita.

Purtroppo il trattamento è spesso non risolutivo e per questo sono stati proposti vari farmaci e terapie non farmacologiche.

Una revisione sistematica della letteratura ha cercato di fare il punto sullo stato dell'arte analizzando i risulati di vari RTC per un totale di 9119 soggetti arruolati [1]. In genere l'efficacia dei vari trattamenti è stata valutata nel breve termine e gli studi avevano un follow up inferiore ai 12 mesi.

Si è evidenziato che gli alfabloccanti, gli antibiotici, i 5 alfareduttasi inibitori, la finasteride, gli antinfiammatori, la fitoterapia, l'iniezione intraprostatica di tossina botulinica e la medicina tradizionale cinese sono, probabilmente, efficaci nel ridurre i sintomi della prostatite cronica senza aumento degli effetti avversi a breve termine (se si escludono gli alfabloccanti che possono essere associati ad effetti collaterali lievi come vertigini e ipotensione posturale).

Tuttavia gli autori avvertono che mancano molti paragoni diretti fra le varie opzioni terapeutiche in quanto gli RCT confrontavano generalmente trattamento attivo e placebo.
Inoltre la qualità degli studi è stata giudicata modesta.
Infine venivano poco riportati aspetti molto importanti per il paziente come la funzione sessuale, la qualità di vita, l'ansia e la depressione.
Per questo dovrebbero essere effettuati studi con simple size adeguato che riportino questi outcomes.

Stando così le cose al medico pratico non resta che una navigazione a vista, scegliendo, tra le varie alternative disponibili, quelle di più facile prescrizione e meglio tollerate dal paziente, cercando, empiricamente il trattamento più effice nel singolo caso.


Renato Rossi


Bibliografia

1. Franco JV et al. Pharmacological Interventions for treating chronic prostatitis/chronic pelvic pain syndrome. Cochrane Database Syst Rev. 2019 Oct 6.







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stampato il 18/02/2020 alle ore 14:53:19