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Dolore toracico
Inserito il 05 febbraio 2006 alle 16:22:00 da R Rossi. | stampa in pdf | Commenta questo capitolo | Consulta il tutorial pdf su come navigare il manuale al meglio
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Ressa:
Quando uno sente parlare di dolore toracico pensa immediatamente all'infarto oppure alla dissecazione di un aneurisma aortico.

Rossi:
E' così, spesso il medico è più preoccupato del paziente. Per fortuna solo la minoranza dei casi di dolore toracico è dovuta a cause cardiache o comunque gravi.
Il problema principale è trovare un metodo che ci permetta di non lasciarsi scappare i casi importanti.

Ressa:
E' sempre valido l'aforisma che un dolore toracico è di origine cardiaca fino a prova contraria?

Rossi:
Si e no, dipende dal paziente che hai davanti e dalle caratteristiche del dolore. La probabilità di trovarsi di fronte ad una patologia cardiaca aumenta con l'età, nel sesso maschile, e se il paziente ha fattori di rischio o precedenti cardiovascolari. Bisogna stare attenti a non sottovalutare il sintomo nelle donne perchè si tende a pensare che siano immuni dalla cardiopatia ischemica, mentre dopo la menopausa anche il gentil sesso può andar incontro all'infarto e con il passare degli anni questa probabilità aumenta tanto da diventare simile a quella degli uomini.

Ressa:
Parliamo delle caratteristiche del dolore.

Rossi:
Vanno indagati la durata del dolore, la sede, eventuali situazioni che possono scatenarlo (sforzi, pasti abbondanti, emozioni, movimenti, respiro, colpi di tosse, ecc), sintomi associati (dispnea, sudorazione, ecc.). Conviene chiedere al paziente di indicare la sede: un dolore indicato da un dito in una zona ben precisa del torace è molto probabilmente di origine non cardiaca, una mano aperta o un pugno che indicano una zona più estesa sono molto meno tranquillizzanti.
 
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