Anche se le diagnosi costituiscono di regola un giudizio valutativo e quindi soggettivo per cui possono essere errate ma non false, cio’ non e’ vero allorche’ lo scostamento dal vero appare deliberatamente effettuato al fine di ottenere indebiti benefici (Cass. pen. Sez. VI n. 38475/2012)
Uno studio dimostra che cambiare il colore dei medicinali equivalenti può aumentare il rischio di confusione e di non aderenza del paziente alla terapia.