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Ipertensione asintomatica in ospedale: trattare o solo monitorare?
Inserito il 18 gennaio 2026 da admin. - cardiovascolare - segnala a: facebook  Stampa la Pillola  Stampa la Pillola in pdf  Informa un amico  

Un caso molto utile riportato dal New England Journal of Medicine.


Il New England Jornal of Medicine riporta un caso molto interessante a frequente [1]. Un uomo di 63 anni viene ricoverato per diverticolite e si riscontrano valori elevati di pressione arteriosa (185/115 mmHg). Il paziente dal punto di vista cardiologico è asintomatico. La PA miusrata 4 ore prima in PS era 166/97 mmHg. Gli esami di laboratorio mostrano solo leucocitosi e aumento degli indici di flogosi. Rimisurata la PA è di 182/1043 mmHg.
Che fare? Limitarsi a monitorare la PA o iniziare un trattamento antipertensivo per bocca?
Viene chiesto il parere di due esperti.

Il primo è favorevole a un approccio di attesa e monitoraggio. Motiva questa scelta con le seguenti ragioni: gli esami non suggeriscono un pericolo imminente; fuori dall'ospedale un soggetto può avere valori simili di PA per molti giorni senza problemi perché le complicanze dell'ipertensione richiedono anni per manifestarsi; la PA misurata in ospedale potrebbe essere un falso positivo dovuto all'ansia, all'ambiente, alla patologia in atto (diverticolite) e il paziente potrebbe non essere un vero iperteso; il trattamento dell'ipertensione in ospedale potrebbe portare ipotensione, disturbi elettrolitici, disfunzione renale; non ci sono RCT sul trattamento di questi casi in ospedale e studi di tipo osservazionale suggeriscono cautela.
Insomma, conclude il primo esperto, non c'è nessuna urgenza e se dopo la dimissione si risulterà che il paziente è davvero iperteso si inizierà la terapia.

Il secondo esperto invece è favorevole a trattare subito. Anche lui ammette che non ci sono studi sul trattamento dell'ipertensione in ospedale e che iniziare la terapia subito potrebbe portare a esiti peggiori. Tuttavia considera che l'ipertensione è un importante fattore di rischio cardiovascolare e che la pressione elevata è stata riscontrata in più occasioni durante il ricovero e in PS e quindi è improbabile si tratti di un aumento transitorio e quindi di un falso positivo. Il ricovero rappresenta quindi un'occasione da non perdere per iniziare la terapia e rendere consapevole il paziente della sua condizione di rischio.

Queste le posizioni dei due esperti. Ogni lettore potrà farsi la sua opinione. Chi scrive è del tutto d'accordo con il primo esperto nello sposare un atteggiamento di attesa. Non vi è emergenza o urgenza ipertensiva, il danno dell'ipertensione non trattata è cronico, il ricovero in ospedale è un contesto fisiologicamente falso, vari studi suggeriscono cautela nell'iniziare subito il trattamento per la possibile comparsa di eventi avversi. Insomma ci pare uno di quei casi in cui fare meno è meglio.


Renato Rossi


Bibliografia

Gorey S et al. To Treat or Not to Treat? Watchful Waiting or Oral Antihypertensives for Asymptomatic Inpatient Hypertension. N Engl J Med 2025;393:2051-2053
DOI: 10.1056/NEJMclde2502632


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