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Finta malattia, ma se c'e' il certificato cambia tutto |
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Inserito il 04 maggio 2026 da admin. - professione - segnala a:
Un dipendente licenziato per aver simulato una malattia non e’ licenziabile se ha un certificato medico. Ma attenzione!! (Cass. 8738/2026)
I fatti: Un dipendente, in urto con l’azienda, si era messo in malattia presentando un certificato prodotto dal medico di famiglia che attestava una sindrome ansioso-depressiva, supportata dalla prescrizione di una specifica terapia farmacologica.
Il datore di lavoro aveva licenziato il dipendente contestando la sua versione dei fatti, basandosi anche sul fatto che il certificato non era stato redatto da uno specialista ma solo dal medico di base, inoltre non risultava alcuna visita psichiatrica così come non risultava l’acquisto dei medicinali indicati.
Il dipendente aveva impugnato il licenziamento in Tribunale; le Corti di merito, sia in primo grado che in appello, avevano confermato il licenziamento.
La Cassazione, invece, ha ribaltato il verdetto annullando il licenziamento.
La Corte ha sottolineato che l’onere della prova e’ a totale carico del datore di lavoro e che questi non puo’ appellarsi al semplice sospetto di simulazione di malattia. Il licenziamento potrebbe essere giustificato da prove indirette solo nel caso in cui esse siano “gravi, precise e concordanti”: si deve trattare quindi di elementi probanti concreti e non semplici illazioni.
A smontare i sospetti ha contribuito in modo importante il certificato medico. Questo documento, secondo la Corte ha grande valore probatorio in primis perché la sua redazione comporta l’assunzione di una responsabilità rilevante dal punto di vista disciplinare, civile e penale. Essendo redatto da un professionista, il certificato e’ al cento per cento una valutazione di natura tecnica e in quanto tale, indipendentemente se sia stato prodotto da un medico di base o da uno specialista, non può essere sconfessato da semplici sospetti.
L’unico modo per contestare una diagnosi derivante da un’attestazione tecnica ufficiale e' quella eventualmente di richiedere un accertamento medico-legale, ossia un esame altrettanto probante se non addirittura superiore per specificita’. In assenza di una perizia tecnica capace di confutare la diagnosi, il certificato medico conserva la sua piena valenza probatoria.
Che dire? La sentenza rafforza il potere probatorio del certificato medico, ma ne aggrava contemporaneamente le responsabilita’ conseguenti, civili, penali e disciplinari. Viene da chiedersi cosa sarebbe accaduto al medico se il certificato fosse stato verificato e contestato con tutti i meccanismi previsti dalla legge….
E’ importante non cedere alla tentazione di emettere certificazioni non rispondenti al vero perche’, qualora poi cio’ venisse accertato, le conseguenze piu’ gravi finirebbero per ricadere sul medico…
Daniele Zamperini
https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-giudiziaria/finta-malattia-certificato-sentenza-cambia-tutto-2653776.html?utm_source=newsshowcase&utm_medium=gnews&utm_campaign=CDAQg4PVwYLxnKa4ARjhyrPW7sG6laQBKg8IACoHCAowz5awBzCKnkY&utm_content=rundown
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