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Dobbiamo fidarci dell'abilità diagnostica dell'Intelligenza artificiale? - 1
Inserito il 14 giugno 2026 da admin. - Medicina digitale - segnala a: facebook  Stampa la Pillola  Stampa la Pillola in pdf  Informa un amico  

L'intelligenza artificiale non "indovina" la diagnosi e non possiede doti divinatorie. Tuttavia in questa serie di tre articoli, che avranno pubblicazione settimanale, mostriamo come, di fronte a un caso clinico complesso, possa aiutare il medico ad ampliare la diagnosi differenziale e a individuare gli accertamenti più appropriati.


In una pillola recente questa testata ha recensito un articolo del JAMA dal titolo provocatorio: "ChatGPT Health non convince JAMA" (https://www.pillole.org/public/aspnuke/news.asp?id=8983) in cui. tra l'altro, venivano avanzati dubbi sulle capacità dell'AI di elaborare corrette diagnosi differenziali.
Abbiamo voluto testare a nostra volta ChatGPT con un caso clinico. Si tratta di un serie di tre pillole, pubblicate settimanalmente. Nelle prime due invitiamo i lettori a elaborare le possibili diagnosi differenziali. Nelle terza vedremo come "pensa" ChatGPT e sveleremo il mistero traendo anche alcune conclusioni.

Avvertenza importante: si tratta di un caso simulato, che non corrisponde a nessun paziente reale. Sebbene costruito per scopi didattici, riproduce una sequenza diagnostica realistica e clinicamente plausibile.


Anamnesi: uomo di 53 anni, impiegato amministrativo, giunge all'attenzione del medico curante per progressivo peggioramento delle condizioni generali. Non fumatore. Consumo occasionale di alcolici.
Nessuna esposizione professionale significativa.
Anamnesi familiare negativa per malattie autoimmuni, endocrine o neurologiche. Padre deceduto a 57 anni pare per una neoplasia del colon. Madre deceduta a 82 anni per ictus emorragico.
Nessuna terapia cronica fino a 5 anni prima.
Cambia domicilio e quindi anche MMG che lo vede per la prima volta e ne raccoglie la storia clinica. Cinque anni prima dell'osservazione attuale il paziente aveva iniziato a lamentare artralgie episodiche .
Le manifestazioni erano migranti, della durata di pochi giorni, con remissione spontanea.

Gli esami ematici mostravano: PCR = 28 mg/L, VES = 45 mm/h, FR = negativo, anti-CCP = negativi,
ANA = negativi, TSH ed esame urine normali.

Controlli eseguiti in varie occasioni successivi, confermano sostanzialmente questi dati: lieve aumento degli indici di flogosi con fattore reumatoide, anti CCP e ANA sempre negativi.
in un paio di occasioni il paziente di era recato in PS per episodi vertiginosi etichettati come VPPB. Una visita cardiologica e un ecocardiogramma erano risultati sostanzialmente negativi, mentre l'ECG mostrava sporadiche extrasistoli sopraventricolari.

Quali diagnosi proporreste?



Renato Rossi


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