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Acido folico, folati ed autismo
Inserito il 05 maggio 2013 alle 06:28:00 da admin. IT - psichiatria_psicologia

I disordini dello spettro autistico (ASDs) sono un gruppo di disturbi dello sviluppo neurologico caratterizzati da danno significativo della interazione sociale e della comunicazione e da pattern di comportamento ripetitivi, restrittivi e stereotipati. La condizione più grave delle ASDs è il disturbo autistico, perché ha maggiori probabilità di verificarsi insieme a disabilità intellettiva e ad un range di complicanze mediche, comportamentali e psichiatriche. La prevalenza di ASD è stimata intorno all’1% dei bambini. Per il trend temporale in aumento della prevalenza di autismo e le modificazioni cliniche comportamentali della condizione, i fattori di rischio sottostanti, la determinazione di potenziali cause e la prevenzione, nonché la valutazione di opzioni di trattamento sono priorità alte per i ricercatori, i parenti, gli avvocati, i clinici e gli educatori. Sebbene le ASDs siano ereditarie, la presentazione clinica può variare ampiamente tra membri della stessa famiglia e tra individui affetti. Fattori genetici (ad es., la sindrome della X fragile, le duplicazioni 15q11-13, ed altre varanti genetiche) sono i più studiati dei fattori di rischio per ASDs e sono stati identificati. Inoltre, alcune esposizioni a fattori prenatali, ostetrici, e ambientali (ad es., età paterna, esposizione prenatale a farmaci, e infezioni) sono state associate ad aumentato rischio di ASDs. I dati di evidenza suggeriscono che le ASDs sono associate ad una combinazione di fattori di rischio multipli genetici e ambientali che portano a varie presentazioni cliniche. Tale eterogeneità è il maggiore ostacolo per i ricercatori. Fattori di rischio identificati sono stati implicati solo in una minoranza di casi di ASD, e la eziologia resta ampiamente sconosciuta.
Dato l’interesse per i fattori di rischio prenatali, alcuni ricercatori hanno ipotizzato che esposizioni prenatali, quali l’assunzione di acido folico potrebbero incrementare il rischio di autismo. L’acido folico e i folati sono fonti di unità di 1-carbonio essenziali per i processi cellulari, comprese la replicazione del DNA e la metilazione delle proteine del DNA e dell’RNA. Pertanto, è biologicamente plausibile che l’assunzione di acido folico possa influenzare positivamente o negativamente secondo il tempo di assunzione e le dosi.
Precedenti trials clinici randomizzati hanno trovato che la supplementazione di acido folico periconcezionale riduce il rischio di difetti del tubo neurale alla nascita di più del 70% ed hanno condotto alla raccomandazione che tutte le donne in età fertile consumino 400 g/die di acido folico. (1)


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