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Gli ftalati responsabili di anomalie dello sviluppo sessuale
Inserito il 30 ottobre 2000 alle 09:14:00 da admin. IT - pediatria - PILLOLA PUBBLICATA

Uno studio condotto su un campione di bambine portoricane evidenzia l'effetto ormonale esercitato da queste sostanze contenute in alcune materie plastiche

Le Scienze, 20.09.2000 - Un'epidemia di sviluppo prematuro della ghiandola mammaria nelle bambine di Puerto Rico ha messo in allerta i pediatri e gli endocrinologi dell’Università di San Juan. Da circa vent’anni i casi di telarca prematuro si verificano con un’incidenza del 7-8 per mille, la più alta di cui si abbia notizia, e in soggetti particolarmente giovani. Environmental Health Perspectives di questo mese riporta la relazione dei ricercatori di Puerto Rico su questa casistica e la loro ipotesi che tale anticipata maturazione sessuale sia l’effetto di un gruppo di inquinanti chimici tra i più diffusi, gli ftalati.
Nel sangue delle bambine portoricane colpite sono state trovate infatti tracce di ftalati con una frequenza e in concentrazioni nettamente superiori ai valori riscontrati nelle loro coetanee normali.
I composti di questa classe sono ampiamente utilizzati da una cinquantina d’anni come solventi e come componenti della plastica, e si calcola che ogni anno ne vengano prodotte nel mondo circa 500.000 tonnellate. La loro proprietà di ammorbidire i materiali plastici rigidi ha fatto sì che venissero annoverati anche tra gli ingredienti principali di tettarelle, anelli per la dentizione e giocattoli destinati ai bambini più piccoli. I vari ftalati sono tuttavia così ubiquitariamente presenti nella vita quotidiana che l’esposizione può verificarsi già a partire dal periodo embrionale.
Nel 1998, la Consumer Product Safety Commission americana ha richiesto ai fabbricanti di articoli per l’infanzia e di articoli sanitari (contengono ftalati ad esempio le sacche utilizzate per i derivati ematici) di eliminare dai loro prodotti i più tossici tra questi composti, essendo stata sospettata la loro nocività per l’uomo e gli animali e la possibilità che essi vengano rilasciati dalla plastica durante l’uso. E recentemente il National Toxicology Program ha commissionato un rapporto sulla loro pericolosità: gli studi analizzati dagli esperti hanno dato risultati controversi e ancora non definitivi per quanto riguarda alcuni degli effetti patogeni, mentre confermata è la capacità di almeno uno di questi composti, il dietilexilftalato, di danneggiare lo sviluppo dell’apparato riproduttivo maschile già ai comuni livelli di esposizione ambientale.
Monica Oldani

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