Inserito il 30 marzo 1998 alle 15:44:00 da admin. IT - professione - PILLOLA PUBBLICATA
Nonostante il dimostrato valore scientifico della pratica vaccinale, da più parti diventa pressante il rifiuto alla vaccinazione in senso obbligatorio. Nell'ordinamento giuridico italiano le vaccinazioni sono obbligatorie ma non è prevista un'attuazione con metodi coattivi. Per questo motivo, sia per paura di possibili effetti collaterali, sia per altre motivazioni meno precisabili (religiose, politiche, “naturalistiche”) si tende di fatto a eluderne o a metterne in discussione l'obbligatorietà dando particolare rilievo alla necessità del consenso dei genitori. L'esame delle statistiche sul rapporto rischio/beneficio delle più importanti vaccinazioni induce gli Autori a negare concreta giustificazione a tale atteggiamento e a confermare l'utilità indiscutibile delle vaccinazioni stesse. Dal punto di vista legale la Corte Costituzionale (1992) ha in effetti stabilito che l'obbligo di sottoporre a vaccinazione il minore costituisce un dovere del genitore per la tutela della salute dello stesso, e che l'operatore sanitario deve segnalare l'omissione o il rifiuto dei genitori al P.M. o al Tribunale dei minori; l'Autorità potrà a quel punto avvalersi degli strumenti di legge per l'attuazione del provvedimento (come è accaduto in alcuni casi). Si sottolinea però l'inadeguatezza della normativa riguardante l'indennizzo per le persone danneggiate in modo grave da possibili patologie post-vaccinali. P.S. La normativa sugli indennizzi e' stata modificata con D.L. 4/4/97 n. 92 Fonte: Morini, Macri-Riv. It. Med. Leg. XIX 4-5