<?xml version="1.0" encoding="ISO-8859-1"?><rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><channel><copyright>(C) Copyright 2004-2026 Pillole.org - Tutti i diritti riservati</copyright><title>Le Ultime Pillole</title><description>Pillole di medicina telematica Informazione professionale medica </description><atom:link href="http://www.pillole.org/public/aspnuke/newsxml.asp?xmlid=6208" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.pillole.org/public/aspnuke/newsxml.asp?xmlid=6208</link><pubDate>Sun, 12 Apr 2026 01:03:11 +0100</pubDate><docs>http://www.pillole.org/public/aspnuke/news.asp?id=6208</docs><generator>Pillole.org</generator><category>News</category><managingEditor>info@pillole.org (Luca Puccetti)</managingEditor> <webMaster>info@pillole.org (Luca Puccetti)</webMaster><language>it-it</language><image><title>Le Ultime Pillole</title><url>http://www.pillole.org/klip/logopillolesmall.gif</url><link>http://www.pillole.org/public/aspnuke/newsxml.asp?xmlid=6208</link><width>16</width><height>16</height><description>Pillole di medicina telematica</description></image><item><pubDate><![CDATA[Sun, 14 Dec 2014 00:00:00 +0100]]></pubDate><title><![CDATA[Ivabradina e fibrillazione atriale]]></title><description><![CDATA[L&#8217;ivabradina e` un farmaco che riduce la frequenza cardiaca; agisce inibendo la corrente del pace maker If che causa depolarizzazione spontanea nel nodo seno atriale che regola la frequenza cardiaca. L&#8217;ivabradina e` stata approvata dall&#8217;EMeA nel 2005 per l&#8217;angina stabile in pazienti con normale ritmo sinusale che non tolleravano la terapia con &amp;#946;-bloccanti. Nel 2010, l&#8217;indicazione e` stata estesa per includere il trattamento in pazienti con sintomi di angina non controllati e frequenza cardiaca superiore ai 60 bpm nonostante la terapia con &amp;#946; &#8211;bloccanti, in seguito ai risultati dello studio BEAUTIFUL. Nel 2012 e` stata approvata una nuova indicazione, in seguito ai risutati dello studio SHIFTl, per il trattamento dello scompenso cardiaco cronico (classi NYHA II-IV) con disfunzione sistolica, in pazienti con ritmo sinusale e la cui frequenza cardiaca era superiore ai 75 bpm, in combinazione alla terapia standard, compresa la terapia con  &amp;#946;-bloccanti, o quando i &amp;#946;-bloccanti erano controindicati o non erano tollerati. 
Studi di genomica hanno identificato associazioni tra varianti nella regione del gene  HCN4, che codifica il principale canale ionico responsabile della corrente If, e sia la frequenza cardaca sia la fibrillazione atriale (FA). Il miocardio venoso polmonare, che e` una fonte importante di inizio e di mantenimento della FA, dimostra una corrente If influenzata dall&#8217;ivabradina. Il che solleva la possibilita` che il trattamento con ivabradina possa influenzare il rischio di FA. La FA e` comune in pazienti con malattia coronarica e scompenso cardiaco e, quindi, l&#8217;incidenza di FA in questa popolazione target per il trattamento con ivabradina non puo` essere necessariamente attribuita al farmaco. E&#8217; stato dimostrato che risultati derivanti da studi di genomica possono identificare target terapeutici e fornire conoscenze sugli effetti collaterali. Per esempio, un singolo polimorfismo di un nucleotide (SNP) nel gene del recettore 1 del tumour necrosis factor, che e` associato con il rischio di sclerosi multipla, ha spiegato il meccanismo per cui le terapie anti-tumour necrosis factor esacerbano la sclerosi multipla. 

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