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La clinica e Marilyn
Inserito il 01 marzo 2007 alle 22:14:00 da admin. Stampa Articolo | Stampa Articolo in pdf
La nostra Marilyn, la Clinica
Ho una passione sconfinata per la Clinica e, come me, gli iscritti alla mailing list IPPOCRATE, fondata e diretta da ENZO BRIZIO, che ben si sposa con il sito telematico PILLOLE, dove di Clinica ce n'è a bizzeffe.
Questa passione mi è stata trasmessa dai miei Maestri: universitari, ospedalieri, medici di famiglia, tutti indistintamente accomunati da questo sentimento, pur nella distinzione dei loro ruoli.
La passione ti prende il cuore ed anche il cervello ma al fascino non si può dare una spiegazione razionale, come non si può dar conto perché l'immortale Marilyn ne avesse più di tutte, pur non essendo la donna più bella del mondo.
Accecato da questa passione, ho notato con sgomento, in questi lunghi anni che mi separano dalla laurea, l'avanzare di una tipologia di colleghi i quali, quasi quasi, relegano la Clinica in secondo piano, preferendo altre passioni che non suscitano in me nessuna vibrazione positiva, anzi, al contrario, noia e, spesso, rabbia perché ogni appassionato vorrebbe che tutti condividessero la sua.
Come può, del resto, un cultore dell'arte medica fondata sull'anamnesi, sull'esame obiettivo, sul ragionamento clinico e sulle scorciatoie diagnostiche appassionarsi alle argomentazioni dei novelli medici sociologi o dei medici travestiti da matematici, comandati da matematici travestiti da medici?
Come può un accecato appassionato della Clinica, il quale mette sempre in risalto l'importanza del singolo paziente inteso come "unicum", porre sullo stesso piano il colpo d'ala del raffinato diagnosta con il grigio lavoro del medico "copista" il quale biffa le protocollari caselline diagnostiche che ti fanno arrivare a Napoli, partendo da Roma, facendoti passare per Pescara, Foggia e Avellino, invece che da Caserta?
Quale emozione può provare un appassionato della Clinica per gli interessi del collega che discetta dei massimi sistemi o delle politiche economiche applicate alla sanità o, peggio ancora, delle definizioni da dare a questo o a quest'altro?
Per fortuna e per malasorte ci si mette la vita a ricordarci le giuste gerarchie e, quando il medico diventa paziente, si rende improvvisamente consapevole che quel che veramente conta è il Clinico, cioè il medico dotato di capacità diagnostica, terapeutica e profonda umanità; non a caso proprio i vecchi Maestri ammonivano che il miglior medico è colui che è stato anche paziente.
In quella circostanza, come neve al sole, si sciolgono tutte le sovrastrutture create artatamente intorno allo zoccolo duro della nostra amata professione, la Clinica, esse si rivelano come tali, perdendo, d'un colpo la loro pretesa importanza o addirittura superiorità rispetto alla nostra passione.
Del resto, solo un presuntuoso pieno di se’, facendo ammenda a qualche rarissimo Superman, puo’ dire, in piena sincerità, di essere arrivato allo stato dell’arte riguardo le tre suddette capacita’ e quindi di potersi dedicare ad altro: l’esperienza, infatti, ci insegna che nella pratica quotidiana sono sempre in agguato dei tranelli e ogni calo di attenzione puo’ portare all’errore.
Ma allora perché impiegare il proprio tempo in altre questioni quando, nell’interesse del paziente, dovremmo tutti migliorarci nella capacità diagnostica, terapeutica e nella nostra umanità di uomini che aiutano i loro consimili?
I contenuti delle discussioni di Ippocrate, che mancano di un archivio storico dove i medici possano ricercare gli argomenti già trattati, sono stati raccontati sotto forma di “commedie cliniche”, creando dei personaggi con alcune precise caratterizzazioni; i veri attori sono, però, gli iscritti di Ippocrate con i loro pensieri, i loro dubbi, le loro ansie che stimolano gli altri ad un consiglio, un aiuto, una chiarificazione, il tutto per puro spirito di gruppo senza medici a tassametro che vanno tanto di moda. Eventuali illustrazioni sono di Enzo Brizio.

Giuseppe Ressa

I protagonisti

I dottori Pensa, Ebiemme e Sonda sono tre medici di famiglia, i primi due hanno piu’ di 50 anni, il terzo 35; condividono lo stesso studio medico (per risparmiare sulle spese) ma sono acerrimi “nemici” nella professione perche’ hanno un approccio diametralmente opposto nella metodologia.
I dottor Pensa e’ un cultore dell’anamnesi e dell’esame obiettivo, ha fatto sua la massima di Cesare Frugoni il quale affermava: ”Siamo abbastanza moderni per riconoscere l’aiuto dato dagli esami diagnostici e troppo moderni per sopravvalutarlo”.
Il dottor Ebiemme non fa un passo se questo non e’ contemplato nelle linee guida e/o certificato dall’ EBM, la flessibilita’ diagnostica e terapeutica sono, nel suo pensiero, un retaggio dei medici “ipse dixit”.
Il dottor Sonda, con dieci anni di professione, ha come feticcio gli esami strumentali e di laboratorio, senza di essi si sente perduto, anamnesi ed esame obiettivo sono quasi degli inutili “preliminari”, il “sodo” e’ quello che conta.
L’esperienza accumulata negli anni, invece di stemperare questi punti di vista opposti, li ha portati a diventare ancora piu’ “estremisti” per cui il dottor Pensa fa diagnosi di Morbo di Hodgkin in un caso di prurito al naso e il dottor Sonda, dal canto suo, continua a scoprire, con le sue indagini strumentali, “incidentalomi” che mai si sarebbero manifestati clinicamente, ma che egli sfoggia come fiore all’occhiello della sua abilita’ diagnostica; il dottor Ebiemme ha i cassetti della scrivania pieni di algoritmi e istogrammi che consulta continuamente e che, per lui, sono il Verbo.
Ogni primo venerdi’ del mese, i medici organizzano una riunione nel loro studio e, in quella sede, espongono i casi clinici piu’ interessanti, accapigliandosi sulle loro opposte metodologie diagnostiche; non c’e’ molto dialogo, in fondo, ma soprattutto voglia di rimarcare le carenze degli opposti approcci metodologici.
Di contorno assiste anche la giovane ventenne tirocinante: dottoressa Saputella, specializzanda in Medicina Interna, la quale si diverte ad assistere alla “singolar tenzone” tra i colleghi piu’ grandi, i quali, da parte loro, la trattano con una certa sufficienza, ripagati con la stessa moneta da quest’ultima.

Le clinicommedie pubblicate:

- screening celiachia asintomatica
- da 3 giorni ho il mal di gola
- un tedesco barcollante
- la finale della coppa dei campioni
- ictus a domicilio
- colesterolo si colesterolo no
- iperuricemia trattare o non trattare?
Commenti
1 Commento
Commenti Inserito il 01 luglio 2006 alle 16:55:28 da logadri.  0/5
 
E....vvvai!
come facente parte della specie in via di estinzione non posso che approvare con entusiasmo.
dinosaura Adriana
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