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Idrossiclorochina: studio francecese
Inserito il 16 aprile 2020 da admin. - infettivologia - segnala a: facebook  Stampa la Pillola  Stampa la Pillola in pdf  Informa un amico  

Secondo uno studio osservazionale francese l'idrossiclorochina non ha ridotto mortalità e ricoveri in reparti di terapia intensiva in pazienti ospedalizzati per COVID-19.



Lo scopo di questo studio osservazionale francese [1] era di determinare, nei pazienti affetti da COVID-19 richiedenti ossigenoterapia (>/= 2 L/min), l'efficacia dell'idrossiclorochina nel ridurre i decessi oppure i ricoveri in reparti di terapia intensiva.

Sono stati raccolti i dati di 181 pazienti ricoverati in quattro ospedali per polmonite da SARS-CoV-2: 84 erano stati trattati con idrossiclorochina (600 mg/die) entro 48 ore dal ricovero, mentre 97 non sono stati trattati con idrossiclorochina (HCQ).

I due gruppi erano simili per gravità del quadro clinico.
Dopo aver aggiustato i dati per vari fattori di confondimento si è evidenziato che il 20,2% del gruppo HCQ era stato trasferito entro il 7°giorno in UCI o era andato incontro al decesso versus il 22,1% del gruppo controllo (differenza non significativa: RR 0,95; 95%CI 0,47-1,80).
I decessi sono stati 3 nel gruppo HCQ e 4 nel gruppo controllo (differenza non significativa: RR 0,61; 95%CI 0,0,13-2,89).

Nel 9,5% dei pazienti trattati con HCQ si sono sviluppate anonalie eltterocardiografiche hanno reso necessaria la sospensione del trattamento.

Gli autori concludono che questi risultati non supportano l'uso della idrossiclorochina in pazienti con COVID-19 affetti da polmonite con ipossiemia.

Che dire?

Questo è il secondo studio sull'idrossiclorochina con risultati deludenti [2].
Pur non essendo uno studio randomizzato e controllato ha cercato di ridurre i bias che possono inficiare i risultati degli studi osservazionali in modo da emulare un RCT.
Ovviamente non si può mai avere la certezza di aver corretto tutti i bias (per esempio il bias di selezione dei pazienti) e la casistica è limitata a solo 181 pazienti, tuttavia al momeno, a nostra conoscenza, è la migliore evidenza disponibile sull'efficacia dell'idrossiclorochina.

Purtoppo, come scrivono gli autori, non sono emerse prove che l'idrossiclorochina migliori endpoint hard come i decessi o i ricoveri in UCI, perlomeno nei pazienti con polmonite richiedenti ossigeno.
Rimane da determinare se il farmaco possa avere un ruolo in pazienti con forme meno gravi.
Non rimane che aspettare i risultati degli RCT attuamente in corso.

In ogni caso una riflessione è d'obbligo: di fronte ad una emergenza così grave come quella determinata dal SARS-CoV-2 è facile e comprensibile farsi prendere dalla speranza di fronte a indizi di efficacia in vitro o di fronte a presupposti fisiopatologici.
Tuttavia non si può abdicare, anche in emergenza, alla necessaria rigorosità scientifica.


Renato Rossi



Bibliografia

1. Mahévas M et al. No evidence of clinical efficacy of hydroxychloroquine in patients hospitalized for COVID-19 infection and requiring oxygen: results of a study using routinely collected data to emulate a target trial.
medRxiv preperint doi: https://doi.org/10.1101/2020.04.10.20060699

2. http://www.pillole.org/public/aspnuke/news.asp?id=7355


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